Stagnone, Rifondazione: “Basta sfruttamento, si rispettino le regole della Riserva”

redazione

Stagnone, Rifondazione: “Basta sfruttamento, si rispettino le regole della Riserva”

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domenica 08 Novembre 2026 - 15:15

Il completamento degli adempimenti regionali per la chiusura della procedura d’infrazione europea relativa alla rete Natura 2000 riaccende il dibattito sulla tutela ambientale dello Stagnone di Marsala. A intervenire è il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo “E. Berlinguer” di Marsala, che chiede il rispetto delle norme di conservazione e punta l’attenzione sulle attività sportive incompatibili con la salvaguardia dell’area protetta. “Dopo dieci anni, la Regione Sicilia ha finalmente completato gli adempimenti necessari per la chiusura della procedura di infrazione europea sulle misure di conservazione di tutti i 229 siti siciliani della rete Natura 2000”, sottolinea il circolo, precisando che non si tratta di “… semplici scartoffie burocratiche, ma di un cambio di rotta, netto e chiaro, nella tutela delle aree protette, col fine di preservare gli ecosistemi e il patrimonio faunistico e ambientale”.

Tra i siti interessati c’è anche la Riserva delle Isole dello Stagnone, un territorio che, secondo Rifondazione Comunista, continua a essere esposto a pressioni e interessi legati al suo sfruttamento turistico e sportivo. “Se vi è realmente, da parte della Regione e degli enti competenti, l’interesse a uscire dalla procedura d’infrazione, è allora giunto il momento di fare rispettare il regolamento e la tutela del patrimonio ambientale”. Nel mirino finiscono in particolare le attività sportive che potrebbero compromettere l’integrità e la tranquillità dell’area. Il circolo richiama quanto già comunicato da Legambiente sul divieto di praticare kitesurf all’interno della Riserva e aggiunge il tema della presenza dei fenicotteri, che quest’estate avrebbero preferito nidificare nelle saline di Trapani anziché allo Stagnone. “Ci auguriamo che non si accusino anche gli uccelli di essere ideologicamente schierati, ma che si capisca che la Natura dimostra coi fatti come lo sfruttamento fino al midollo dei territori distrugge i territori stessi, privandoli infine delle loro peculiarità e ricchezze”, afferma Rifondazione.

Da qui l’appello finale a passare dalle dichiarazioni ai fatti: “Se tanto amiamo lo Stagnone, se tanto lo vogliamo tutelare, allora che lo si dimostri coi fatti. Esistono leggi e regole, non inventate per dare fastidio a qualcuno, ma per preservare un bene insostituibile e prezioso”. La posizione del circolo è netta: “Le aree protette non sono parchi giochi né discoteche, e non è la logica del profitto a tutti i costi che può prevalere, ma bensì quella della tutela, sancita dall’articolo 9 della Costituzione della Repubblica, sulla quale hanno giurato tutti gli amministratori”.

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