Licari: “Petrosino deve rinascere. Pronta a mettermi a disposizione della comunità” VIDEO

Vincenzo Figlioli

Licari: “Petrosino deve rinascere. Pronta a mettermi a disposizione della comunità” VIDEO

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mercoledì 04 Novembre 2026 - 06:45

Si avvicinano le elezioni amministrative al Comune di Petrosino. Nei giorni scorsi l’avvocata Giovannella Licari è intervenuta con una nota dai toni critici nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Anastasi, evidenziando una situazione di stallo che da tempo si è venuta a creare, frenando lo sviluppo della comunità.

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Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a scrivere questa lettera?

Le motivazioni sono principalmente tre, di carattere personale, ma non solo. Io vivo a Petrosino, svolgo la professione di avvocato a Petrosino e quindi vivo la comunità. La vivo anche come genitore di due ragazzi che abitano qui e che vivono i disagi di Petrosino. Sento continuamente l’opinione dei cittadini, il loro punto di vista, e da questo è nata la spinta per muovermi e cercare di aiutare i miei concittadini e questo paese. L’altro motivo importante è come è stata gestita la situazione dall’amministrazione in questi quattro anni. I cittadini non hanno fatto altro che sentirsi dire che c’è il dissesto e quindi che non si poteva fare nulla. Petrosino un tempo era ricordata per alcuni eventi, per esempio il Carnevale. Oggi non c’è più nemmeno questo entusiasmo, né nelle persone né in Comune. Ormai Petrosino è diventata solo un punto di passaggio tra Marsala e Mazara del Vallo. Non c’è più un punto di sbocco, non è più una realtà a misura d’uomo. Da questa situazione, e dal fatto che i miei concittadini dovevano avere una voce, è nata la mia nota. Qualcuno ha detto che non ho fotografato bene la situazione di Petrosino, ma non è così. In questi quattro anni ho incontrato molte persone, per lavoro e perché mi sono sempre occupata del sociale con le mie associazioni, e ho ascoltato davvero le loro lamentele e il bisogno di far rinascere e far crescere Petrosino. La cosa più brutta per chi è nato e vive a Petrosino è sentire dire da un concittadino che forse sarebbe meglio tornare a essere una contrada di Marsala. Dopo il grande passo avanti che ha fatto Petrosino nel diventare Comune, nel diventare ente autonomo, è un colpo al cuore. Negli ultimi tempi, soprattutto con l’avvicinarsi della campagna elettorale, ho visto una serie di slogan e articoli in cui si parlava di ordinaria amministrazione, come pulire i tombini, come fosse qualcosa di straordinario. Lì è nata la mia spinta a dare voce a quei cittadini che vogliono davvero una Petrosino rinata.

Se fosse stata lei alla guida dell’amministrazione di Petrosino, come avrebbe gestito la delicatissima situazione del dissesto finanziario?

Non posso entrare nel merito dei debiti e dei residui passivi. All’inizio c’è stata un po’ di confusione sui termini, ma non ero presente e non ho la possibilità di avere i conti in mano. Dal punto di vista politico, però, posso dire che forse avrei cercato una strada diversa, prima di arrivare al dissesto. Il dissesto è lo strumento più pesante per un Comune, perché prevede tasse più alte e l’impossibilità di assumere. Quando si è insediata questa amministrazione, la maggior parte dei dipendenti stava andando in pensione. Oggi ci troviamo con uffici completamente vuoti e senza possibilità di sviluppo. Anche dopo la dichiarazione di dissesto, che ha un inizio e dovrebbe avere anche una fine, c’è tutta una fase di organizzazione. Un elemento fondamentale del dissesto è l’approvazione dei bilanci successivi e dei rendiconti, perché fanno capire che l’ente sta lavorando e sta cercando di gestire la situazione. Ad oggi abbiamo un rendiconto non approvato nei termini. Si pensa che verrà approvato fra qualche mese o fra quindici giorni, ma questo non significa che poi verrà approvato dal Ministero. Anche la gestione del dissesto, quindi, è stata un po’ campata in aria, perché l’amministrazione non ci ha fatto conoscere veramente i conti e come sta risanando la situazione. Abbiamo sentito ripetere per quattro anni la frase “nonostante la situazione finanziaria”. Ma io dico: nonostante la situazione finanziaria non si poteva continuare a far vivere questo paese?

L’eventuale fase post-dissesto, come la immagina? Quali dovrebbero essere le strade per rilanciare Petrosino?

È una strada molto in salita, sento tutto il peso di questa difficoltà. Però è un paese che può svilupparsi. Abbiamo otto chilometri di costa bellissima, non sviluppata e non utilizzata. Quest’estate è stata caldissima e Torrazza è stata presa d’assalto, ma la viabilità era ridotta ai minimi termini. Ringraziando Dio non è successo nulla di più grave, perché in certi momenti la strada diventava impraticabile e non sicura. Anche la zona del Biscione è stata abbandonata a se stessa.Va rivista tutta la parte del turismo. Petrosino è sempre stato un paese che ha vissuto di vitivinicoltura. Oggi conosciamo bene qual è la crisi di questo settore, non possiamo puntare solo su questo. Dobbiamo andare verso altri settori. Petrosino non potrà mai rialzarsi se non si sviluppa il turismo agroalimentare, enogastronomico e anche ambientale, che qui è già molto conosciuto. Fino a quando non si metteranno in campo scelte concrete per far rinascere Petrosino, rimarremo un semplice punto di passaggio tra Marsala e Mazara.

La sua lettera è sembrata a molti osservatori preannunciare una sua discesa in campo in prima persona. Cosa ci dice a riguardo?

Vorrei prima dire che è politicamente corretto che la mia nota sia stata criticata da un elettore di Petrosino, che non fa parte dell’amministrazione, che ha indicato una serie di punti portati avanti dall’amministrazione e altri che si vorranno portare avanti in futuro. Ma un bilancio non si può fare su quello che si vorrà fare, ormai il tempo è passato: bisogna farlo su quello che è stato fatto. I punti indicati sono pochi e facilmente smontabili. Faccio un esempio pratico: si è parlato della realizzazione dell’asilo nido. È un investimento bellissimo e una grande possibilità per le famiglie, ma in un paese di 8.000 abitanti si dà la possibilità solo a 25 bambini di entrare, mentre la maggior parte delle famiglie resta fuori. Io faccio parte di un gruppo che ha come obiettivo quello di sviluppare e far rinascere Petrosino. Se il mio gruppo, formato da donne e professionisti, mi sosterrà e vorrà che io lo rappresenti in questa tornata elettorale, io mi metto a disposizione. Non è una questione personale, ma è voglia di aiutare questo paese. Lo faccio per i miei figli e per tutti i nostri figli.

Il suo appello a chi è rivolto principalmente?

È rivolto a tutti i petrosileni che in questi anni mi hanno cercata e mi hanno chiesto aiuto. Ora sto dicendo loro che sono pronta a portare avanti la loro voce.

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