Il gruppo consiliare PD “Uniti per Trapani”, con la capogruppo Monica Desideri, torna a sollecitare la discussione in aula del Piano economico-finanziario del servizio rifiuti (PEF), contestando l’atteggiamento dell’opposizione, accusata di sottrarsi ancora una volta al confronto su un provvedimento ritenuto fondamentale per la città. “Non siamo davanti a una questione meramente burocratica o a una schermaglia tra maggioranza e opposizione”, sottolinea il gruppo, evidenziando come il PEF riguardi servizi essenziali, dalla pulizia urbana alla gestione dei rifiuti, fino alle garanzie per i lavoratori del settore e le loro famiglie. Secondo il PD, ogni ulteriore rinvio rischia di restringere i margini di intervento e di compromettere la qualità dei servizi, con conseguenze che potrebbero andare oltre i confini della città di Trapani. Il timore è quello di una progressiva riduzione delle prestazioni, con ripercussioni sulla pulizia delle strade e sulla vita quotidiana dei cittadini.
“La città non può essere tenuta in ostaggio”
Nel mirino del gruppo consiliare c’è anche quello che viene definito un atteggiamento di interdizione politica, riassunto nella frase che, secondo il PD, verrebbe ripetuta da tempo: “Senza di noi non si approva nulla qui!”. “Questa non è politica – afferma il gruppo –. È la pretesa di esercitare un potere di interdizione sulla città, confondendo il legittimo ruolo dell’opposizione con il diritto brutale di tenere in ostaggio un’intera comunità”. Per il PD “Uniti per Trapani”, la contrapposizione politica non può prevalere sulla necessità di assumere decisioni che incidono sui servizi pubblici e sull’occupazione. Il rischio, secondo la nota, è che il confronto venga sostituito da uno scontro permanente, nel quale i rinvii diventano uno strumento politico senza considerare le conseguenze per la collettività. Il gruppo contesta inoltre la possibilità che la situazione di difficoltà del servizio venga utilizzata per alimentare successive polemiche contro l’Amministrazione: “La città non può diventare ostaggio dei calcoli e delle rivendicazioni politiche personali di qualcuno, che sembra piuttosto voler ridurre Trapani in una discarica per poi puntare il dito contro l’amministrazione”.
La richiesta di discutere il PEF in aula
La posizione del gruppo è netta: il Piano economico-finanziario deve essere affrontato in aula, attraverso un confronto che consenta alle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità e di individuare le soluzioni necessarie. “La politica dovrebbe misurarsi sulla capacità di affrontare le difficoltà e assumersi responsabilità, non sulla capacità di bloccare tutto per dimostrare chi ha più potere“, sostiene il PD, richiamando l’attenzione sia sul diritto dei cittadini a strade pulite e servizi efficienti, sia sulla necessità di garantire certezze ai lavoratori del settore. “Come gruppo continueremo a chiedere di trattare il PEF in aula, a pretendere rispetto per la comunità trapanese e a denunciare simili abusi”, conclude la nota. “Le sorti di Trapani non appartengono a chi minaccia di bloccarla per prese di posizione o ripicche politiche. Appartengono ai trapanesi. E a loro dobbiamo rispondere”.