“Anche questo Natale per migliaia di siciliani tornare a casa rischia di diventare un lusso. È inaccettabile che lavoratori, studenti fuori sede e famiglie debbano sostenere costi proibitivi per esercitare un diritto fondamentale come quello alla mobilità. Il caro voli non è un’emergenza occasionale, ma una penalizzazione strutturale che il Governo continua a non risolvere”.
Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina, che ha depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere interventi urgenti contro il caro voli da e per la Sicilia, in vista delle prossime festività natalizie.
La parlamentare pentastellata fa riferimento al monitoraggio Codacons: per partire tra il 23 e il 25 dicembre e rientrare il 6 gennaio, un biglietto di andata e ritorno arriva a costare 383 euro sulla tratta Milano-Trapani, 342 euro sulla Milano-Catania e oltre 300 euro sulla Milano-Palermo. Si raggiungono addirittura 427 euro per Milano-Reggio Calabria.
“Per una famiglia di quattro persone, il solo viaggio Milano-Trapani supera così i 1.500 euro. Parliamo di tariffe già elevatissime con circa sette settimane di anticipo, che rischiano di aumentare ulteriormente. Eppure il decreto del 2023, presentato dal Governo come la risposta al caro voli, non ha prodotto risultati tangibili. Gli strumenti di vigilanza e contrasto alle pratiche anticoncorrenziali non bastano se il problema è anche l’insostenibilità dei prezzi, soprattutto sulle rotte dove l’offerta è limitata” sottolinea Carmina.
Con l’interrogazione, dunque, la deputata del M5S chiede al Governo di rendere noti gli accertamenti e le eventuali sanzioni adottati in applicazione della normativa vigente, di attivarsi immediatamente con vettori, ENAC e Regione Siciliana e di potenziare le agevolazioni tariffarie per residenti, lavoratori, studenti fuori sede e famiglie.
“Serve un cambio di passo: non possiamo limitarci a rincorrere ogni anno l’emergenza natalizia. Chiediamo un piano nazionale per la continuità territoriale delle isole, con risorse certe e pluriennali e il ricorso, dove necessario, agli oneri di servizio pubblico sulle rotte meno concorrenziali, a partire dalla Sicilia occidentale. L’articolo 119 della Costituzione impegna la Repubblica a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità: non può restare una dichiarazione di principio. La mobilità dei siciliani non può dipendere dalla loro capacità di pagare biglietti sempre più cari”, conclude Carmina.