Le attività fino al 15 dicembre. Impiegata la nave “Calypso”, per le imbarcazioni previsto limite di sicurezza
Sono iniziate nell’area di Capo Feto le operazioni di ispezione sottomarina lungo il tratto del metanodotto Algeria-Italia che attraversa lo Stretto di Sicilia e raggiunge la costa tra Mazara e Petrosino. Le attività, autorizzate dalla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo con un’apposita ordinanza, andranno avanti al 15 dicembre 2026 e interesseranno il tratto di mare antistante l’area di approdo costiero. L’intervento è stato richiesto da Mariconsult S.p.A., in qualità di procuratrice speciale della Transmediterranean Pipeline Company Ltd, proprietaria delle condotte. Le operazioni saranno eseguite dalla società Fugro GB Ltd con l’obiettivo di verificare le caratteristiche dei fondali e le condizioni delle infrastrutture sottomarine.
Il programma prevede un’indagine batimorfologica per ricostruire la morfologia dell’approdo costiero, individuare le comunità biotiche presenti e definire la batimetria del fondale con l’utilizzo di strumenti specifici, tra cui il Multibeam Echosounder e il Side Scan Sonar. Una seconda fase riguarderà l’ispezione visiva e strumentale delle condotte, per verificarne posizione, grado di interramento e stato della protezione catodica, il sistema utilizzato per contrastare i fenomeni di corrosione. Per queste attività sarà impiegato un ROV, veicolo subacqueo a controllo remoto dotato di telecamere e strumenti di rilevazione. Ulteriori verifiche potranno essere effettuate qualora emergessero anomalie o elementi di incertezza. Previsto anche un rilievo topografico e aerofotogrammetrico dell’area prospiciente la linea di costa, mediante GPS e drone. Per lo svolgimento delle operazioni sarà utilizzata la nave S/V “Calypso”, battente bandiera italiana lunga 20,40 metri, che durante le attività dovrà essere considerata nave con manovrabilità limitata. L’ordinanza stabilisce che tutte le imbarcazioni in transito nella zona interessata dalle ispezioni dovranno mantenersi a una distanza di sicurezza non inferiore a mille metri dalla “Calypso”, evitando qualsiasi intralcio alle sue operazioni.
Sarà inoltre necessario procedere con la massima cautela e a velocità ridotta, prestando attenzione alle segnalazioni dell’unità impegnata nei rilievi. Tra le prescrizioni imposte ai responsabili del progetto anche l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie a prevenire forme di inquinamento, danni alle risorse biologiche marine e impedimenti all’esercizio dell’attività di pesca. È inoltre vietato l’impiego di esplosivi. Le operazioni dovranno essere condotte in condizioni meteomarine favorevoli e sotto la responsabilità dei referenti del progetto, che saranno tenuti a informare quotidianamente la Sala operativa della Capitaneria su inizio e conclusione delle attività. L’ordinanza, firmata dal capitano di fregata Stefano Luciani, disciplina dunque gli aspetti legati alla sicurezza della navigazione e alla tutela dell’ambiente marino durante le ispezioni. Un’attività tecnica che interessa un’infrastruttura strategica per il collegamento energetico tra Algeria e Italia e che, in questa fase, punta soprattutto a verificare lo stato delle condotte e le condizioni dell’area sottomarina di approdo a Capo Feto.