Liste d’attesa, l’Asp di Trapani recupera il 58,3% delle prestazioni ma 10 mila esami e visite da erogare

Nicola Baldarotta

Liste d’attesa, l’Asp di Trapani recupera il 58,3% delle prestazioni ma 10 mila esami e visite da erogare

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lunedì 02 Novembre 2026 - 09:11

L’Asp di Trapani aggiorna i dati sul piano di recupero delle liste d’attesa. Al 25 ottobre 2026 risultano erogate 13.839 prestazioni sulle 23.727 rilevate al 30 giugno, pari al 58,3% del totale. Restano ancora 9.888 visite ed esami da effettuare, per i quali l’Azienda sanitaria sta predisponendo un nuovo programma di attività con il coinvolgimento di specialisti esterni. Secondo l’ultimo aggiornamento, l’avvio delle prestazioni è previsto dalla prima settimana di novembre, dopo aver raccolto le disponibilità dei professionisti e definito le relative agende. L’Asp ha pubblicato un avviso in regime libero-professionale e, dopo la verifica dei titoli, ha chiesto agli specialisti idonei di indicare giorni e ore di disponibilità. Al momento, su 23 specialisti che hanno presentato domanda, 17 risultano disponibili a stipulare un contratto. Le adesioni riguardano diverse discipline, tra cui allergologia, chirurgia e oncologia, dermatologia, endocrinologia, geriatria, medicina interna, neurologia, oculistica e radiologia. Altre nove disponibilità sono in fase di valutazione da parte della commissione aziendale.

I dati nei presidi trapanesi

La quota più consistente delle prestazioni ancora da erogare riguarda il distretto sanitario di Trapani, con 4.276 prestazioni residue. Seguono Castelvetrano con 1.871, Alcamo con 1.534, Marsala con 1.124 e Mazara del Vallo con 1.080. A Pantelleria ne risultano tre. L’Asp riferisce inoltre di aver contattato telefonicamente gli utenti per proporre un anticipo della data di erogazione. In 1.978 casi, circa il 20% delle prestazioni residue, la proposta non è stata accettata. Tra le motivazioni indicate figurano la necessità di effettuare controlli successivi, anziché prime visite, e la disponibilità di un appuntamento in una sede diversa da quella di residenza. L’Azienda precisa che il rifiuto dell’anticipo non comporta la cancellazione della prenotazione originaria: l’utente mantiene quindi la data già ottenuta. Rimane aperto il problema dei tempi di accesso alle prestazioni. La rilevazione aziendale del 19 ottobre segnala, per alcune prestazioni programmabili, attese che arrivano fino a 344 giorni, a fronte di un tempo di riferimento di 120 giorni per la classe P.

L’ASP fornisce una spiegazione

Tra le criticità evidenziate dall’Asp figurano la carenza di personale medico e l’appropriatezza delle prescrizioni. In particolare, alcuni esami e visite di controllo vengono prescritti come primi accessi, con possibili ripercussioni sulla programmazione delle agende. Per affrontare il problema, l’Azienda sta esaminando circa 240 mila prescrizioni relative al periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 settembre 2026, con l’obiettivo di individuare strumenti condivisi con i medici prescrittori.
Un altro elemento che incide sulle liste d’attesa è rappresentato dagli appuntamenti ai quali gli utenti non si presentano senza aver comunicato la disdetta. Secondo i dati riportati dall’Asp, circa il 14% delle prenotazioni mensili non viene rispettato senza una preventiva comunicazione. Per questo è stata rilanciata la campagna informativa sull’importanza di cancellare tempestivamente gli appuntamenti che non possono essere utilizzati. Una semplice disdetta permette infatti di liberare un posto e renderlo disponibile per un altro paziente in attesa. Per comunicare la rinuncia a una prenotazione è disponibile il modulo online dell’Asp: https://forms.gle/KEAjsG6MnBfwa4uo8.
Il nuovo piano di recupero punta dunque a ridurre progressivamente le prestazioni arretrate. I risultati dipenderanno dalla disponibilità effettiva degli specialisti, dalla programmazione delle agende e dalla capacità di intervenire sulle criticità organizzative che continuano a pesare sui tempi di accesso alle cure.

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