Referti oncologici in ritardo, Ciminnisi attacca Schifani: “Un anno dopo ancora nessuna risposta”

redazione

Referti oncologici in ritardo, Ciminnisi attacca Schifani: “Un anno dopo ancora nessuna risposta”

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lunedì 12 Ottobre 2026 - 16:25

A un anno dallo scandalo dei circa 3mila referti oncologici in ritardo all’Asp di Trapani, resta aperta la questione delle misure adottate per evitare che episodi simili possano ripetersi. A sollevare nuovamente il caso è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle all’Ars, Cristina Ciminnisi, intervenuta dopo la manifestazione organizzata lo scorso fine settimana a Mazara del Vallo dai cittadini per protestare contro i ritardi nella consegna degli esiti degli esami. La parlamentare ha espresso vicinanza alla famiglia della professoressa Maria Cristina Gallo, che ha trasformato la propria vicenda in un impegno pubblico affinché altri pazienti non debbano affrontare attese potenzialmente decisive per la propria salute, in un momento difficile anche per lei che sta curando un sarcoma.

“Le dimissioni di Croce non chiudono la vicenda”

Secondo Ciminnisi, le dimissioni di Ferdinando Croce dalla guida dell’Asp di Trapani non possono essere considerate una risposta sufficiente alle criticità emerse. La deputata critica il presidente della Regione Renato Schifani, accusandolo di non aver fornito chiarimenti sull’accaduto e sulle iniziative intraprese dal governo regionale. “A un anno dallo scandalo dei circa 3mila referti oncologici in ritardo all’Asp di Trapani, il silenzio del Governo Schifani resta indegno e politicamente inaccettabile”, dichiara Ciminnisi, secondo cui la questione non può ritenersi archiviata con le dimissioni del precedente vertice dell’azienda sanitaria.

I controlli e le garanzie per i pazienti

La deputata riconosce che la magistratura deve seguire i propri tempi, ma sottolinea che questo non esonera la politica dalla responsabilità di fornire risposte ai cittadini. A suo giudizio, quanto accaduto ha compromesso la fiducia nella sanità pubblica del trapanese. Ciminnisi chiede quindi di conoscere quali interventi siano stati realizzati concretamente per impedire il ripetersi di simili ritardi: dai controlli introdotti alla revisione delle procedure, fino alle garanzie predisposte per tutelare i pazienti. “Non sappiamo neppure che cosa è stato fatto concretamente per evitare che accada di nuovo: quali controlli sono stati introdotti, quali procedure sono state corrette e quali garanzie sono state date ai pazienti. Attendiamo risposte chiare e verificabili”, afferma. La parlamentare conclude chiedendo al governo regionale di assumersi le proprie responsabilità e di chiarire quali azioni siano state intraprese per affrontare le criticità emerse. «La sanità siciliana non ha bisogno di operazioni d’immagine, ma di un Governo che si assuma le proprie responsabilità», conclude Ciminnisi.

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