“Marsala fa crack” inutile girarsi intorno e concentrarsi sui furti e su chi si fa giustizia da solo. Il problema è decisamente più grave e fa male scriverlo, perché non si può giustificare la violenza, la prevaricazione e la esasperazione/disperazione dei cittadini colpiti. Non esiste destra, non esiste sinistra, intendiamoci. Il rispetto, le regole, la sicurezza, sono dovute, in uno stato, tra l’altro che ha una tassazione eccessiva e al quale, soprattutto qui al sud non corrisponde una retribuzione adeguata. Ok, ma l’argomento non è questo. L’argomento è il crack. Una vera e propria piaga sociale, che da un lustro buono si sta diffondendo sempre di più distruggendo intere famiglie.
Una dose di crack costa dieci euro ma l’effetto dura venti minuti; per restare “fatto” quindi ce ne vogliono almeno dieci di dosi giornaliere. Senza scomodare esempi famosi e noti, fate un pò il conto. La cocaina, una volta, era la droga dei ricchi. Il crack è quella.. “che ti fa diventare povero”. Non so se è chiaro il ragionamento, ma in questa serie di furti, atti di violenza, non c’è la banda della Magliana, ma dei giovani che hanno bisogno di trovare dei soldi per farsi, perché la “dipendenza” è altissima, enne volte sopra quella da cocaina o da qualsiasi altra sostanza. L’esasperazione delle persone coinvolte non è solo comprensibile ma è quasi umana, anche se i gesti sono deprecabili. Perché si sono messi al livello dei tossici. Perché e giustamente, dico, loro non ne possono più, mentre dall’altro lato ne “vogliono sempre di più”.
C’è quel famoso detto: “Mai discutere con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”. Ecco, mi pare una roba del genere. Poi ci sono le forze dell’ordine, c’è il governo di una città, un’amministrazione che non può ridursi a un “Aggiungi un posto a tavola” tipo futuro distopico il tutto. Ci sono persone che sono stufe, abbondantemente ed evidentemente… ma l’unico problema è e rimane il crack. Leggevo qualche giorno fa che molte carceri stavano “remigrando” molti tossici perché senza più posti. Ecco, il carcere non è la soluzione. Questi “nostri figli” devono essere accolti in strutture adatte e “strutturate” per affrontare queste patologie. Riassumendo, è tutto grave, dai furti alle vendette private, ma sono in pratica e per assurdo entrambe comprensibili e non può esistere destra o sinistra in casi del genere. La priorità è andare alla radice e reprimere questa piaga di che generazione siamo arrivati non ricordo che ha un nome preciso e si chiama crack. Del Fentanyl, parleremo un’altra volta… credo tra qualche mese.
[ Marco Messineo ]