Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani annuncia l’adesione al progetto di Cateno De Luca e rilancia il tema dell’autonomia e del protagonismo dei territori
Salvatore Quinci sceglie Sud Chiama Nord. Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani ufficializza la propria adesione, insieme al gruppo che rappresenta, al progetto politico dell’onorevole Cateno De Luca e alla cosiddetta “sfida del Governo di Liberazione siciliana”. Una scelta che Quinci definisce coerente con il percorso politico e amministrativo portato avanti negli ultimi anni, prima da sindaco e oggi alla guida del Libero Consorzio. Ad annunciarlo è stato lo stesso Quinci stamattina nell’ambito della conferenza stampa che si è tenuta a Palermo proprio per ufficializzare le adesioni della provincia di Trapani al progetto politico del “Sindaco di Sicilia” che fa capo a Cateno De Luca. Con Quinci ci saranno anche il sindaco di Valderice, Francesco Stabile, l’ex presidente del consiglio comunale di Trapani, Katia Bucaria, gli attuali consiglieri comunale di Marsala, Gaspare Di Girolamo e Michele Gandolfo e diversi altri nomi della politica trapanese. Quella di Quinci, però, è stata quasi una mossa a sorpresa e fa capire quanto concreta sia la proposta politico-elettorale imbastita da Cateno De Luca.
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“Ritengo doveroso, e corretto politicamente, motivare la mia adesione”, spiega Quinci, che individua nei principi e nel programma di Sud Chiama Nord una sostanziale sintonia con la propria esperienza amministrativa. Al centro della sua riflessione c’è il civismo. Quinci rivendica le due elezioni al Comune e quella alla Provincia come momenti capaci, a suo giudizio, di rompere con un sistema politico ormai superato. Un modello che, sostiene, puntava a riproporre “metodi e soluzioni” entrati in crisi.
E proprio nel civismo vede uno degli elementi di maggiore vicinanza con De Luca. Quinci ricorda anche alcune delle iniziative avviate al Libero Consorzio in poco più di un anno: dal Piano Strategico all’istituzione della Polizia provinciale, fino ai tavoli permanenti per affrontare le principali emergenze dei diversi settori. Ma la scelta ha anche una forte connotazione autonomista. Per Quinci, l’appartenenza al territorio non può limitarsi a uno slogan. “Non basta dire questa è la mia terra. Bisogna aggiungere, questa terra mi appartiene”, afferma, sottolineando la necessità che i territori tornino protagonisti delle decisioni che li riguardano. Da qui il riferimento all’autonomia siciliana e alle prerogative previste dallo Statuto, con un richiamo particolare a temi come la crisi energetica e il caro carburanti. Secondo Quinci, è arrivato il momento di utilizzare pienamente gli strumenti di autonomia già previsti.
L’adesione a Sud Chiama Nord, dunque, non viene presentata come una semplice operazione politica, ma come l’apertura di una nuova fase. “L’obiettivo – sostiene Quinci – è giocare la partita dello sviluppo in tutti i tavoli che contano e a tutti i livelli istituzionali”. Un passaggio che, nelle sue intenzioni, non rappresenta una rottura con il percorso seguito finora, ma il suo consolidamento attraverso una dimensione politica più ampia. E il presidente del Libero Consorzio indica anche il metodo: dialogo, condivisione e confronto. Una linea che, assicura, proseguirà “senza steccati ma anche senza populismi”, senza chiusure pregiudiziali e nel segno della trasparenza.
Che accozzaglia di trasformisti.