Redazione 12 Ottobre 2026, 02:34 Milano, 12 ott. (askanews) – Centoventi imprese, molte delle quali...
Milano, 12 ott. (askanews) – Centoventi imprese, molte delle quali concorrenti tra loro, che decidono di fare squadra per allungare la stagione turistica e dare ai giovani la possibilità di restare nelle isole in cui sono nati. Succede alle Eolie, dove albergatori, ristoratori, artigiani, agricoltori e operatori turistici hanno aderito al progetto Brand Eolie, con un obiettivo ambizioso: arrivare ad almeno dieci mesi di attività e occupazione l’anno, superando la dipendenza dal turismo estivo.
In un arcipelago di piccole dimensioni, dove le attività economiche si contendono spesso gli stessi clienti e devono fare i conti con i costi dell’insularità, mettere insieme oltre 120 imprese attorno a un progetto comune è già un risultato significativo. Tanto più che l’iniziativa è nata senza finanziamenti pubblici, con ciascun aderente chiamato a contribuire secondo le proprie possibilità. ‘Ci vuole dignità. Noi non dobbiamo andare a chiedere qualcosa a qualcuno. Dimostriamo che sappiamo fare’, racconta Daniele Corrieri, responsabile degli eventi di Brand Eolie. Questo spirito di autonomia, però, richiama nei fatti la necessità dell’intervento pubblico. Gli imprenditori hanno deciso di investire sul territorio e di presentarsi alle istituzioni con un progetto già avviato. Per trasformarlo in opportunità di lavoro durature servono ora interventi sulle infrastrutture, sui collegamenti e sui costi che gravano sulle imprese.
La rete, costituita all’inizio del 2026, riunisce attività alberghiere, ristoranti, aziende agricole, operatori turistici, pescatori e artigiani, per una platea complessiva dichiarata di oltre 1.500 lavoratori stagionali. In nove mesi ha organizzato incontri con la stampa, iniziative promozionali e tre press tour, l’ultimo dei quali, dal primo al 5 ottobre, ha portato oltre venti giornalisti italiani e stranieri tra Lipari, Vulcano, Salina e Filicudi.
Il confronto con le istituzioni è arrivato il 2 ottobre, durante il convegno ‘Isole Eolie oltre l’estate: lavoro stabile e fiducia ai giovani eoliani’, organizzato a Lipari con imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e della politica regionale. Al centro, le condizioni necessarie per mantenere aperte le attività anche quando finisce l’estate.
La prima questione riguarda i collegamenti marittimi. Corrieri fa un esempio: un tour operator che organizza un viaggio alle Eolie per cinquanta o cento persone deve poter contare su approdi sicuri anche nei mesi invernali. Se il mare impedisce lo sbarco e il gruppo resta bloccato a Milazzo, bisogna trovare sistemazioni alternative, con costi e difficoltà che scoraggiano l’organizzazione di nuovi viaggi. ‘La condizione essenziale, vitale per la destagionalizzazione, è la portualità. Vanno migliorate le infrastrutture esistenti’, sostiene Corrieri, precisando che il problema riguarda soprattutto gli approdi e non i mezzi delle compagnie di navigazione.
La fragilità delle infrastrutture è tornata d’attualità con il violento nubifragio che il 10 ottobre ha colpito Lipari, provocando allagamenti e disagi anche al porto di Sottomonastero. A gennaio il ciclone Harry aveva già investito l’arcipelago con forti mareggiate, danneggiando infrastrutture portuali e tratti di litorale. Due episodi che hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza degli approdi, sulla protezione delle coste dall’erosione e sulla necessità di interventi strutturali.
La richiesta di maggiori investimenti arriva da uno dei principali poli turistici della Sicilia. Gli operatori eoliani lamentano da tempo uno squilibrio tra il peso economico del turismo e le risorse destinate alle infrastrutture dell’arcipelago. Un primo segnale è arrivato il 9 ottobre, con l’approvazione da parte della giunta regionale di un piano che prevede circa 13,8 milioni di euro per sette interventi di messa in sicurezza e prevenzione del rischio sismico negli approdi delle Eolie, attraverso risorse statali. Quattro milioni sono destinati al porto commerciale di Santa Marina Salina, 3,78 milioni a Pignataro, a Lipari, e quasi 2,5 milioni a Filicudi. Altri interventi riguardano Panarea, Rinella, Alicudi e Acquacalda. Le risorse saranno assegnate nell’ambito di un accordo triennale tra Stato e Regione. Per le imprese, tuttavia, il problema rimane quello di trasformare gli stanziamenti in lavori effettivi e di garantire collegamenti affidabili durante tutto l’anno.
Ma i porti sono soltanto una parte del problema. Emanuele Carnevale, di Aeolian Charme Collection, ha ricordato le difficoltà legate al trasporto delle merci, all’approvvigionamento energetico e alla gestione di strutture ricettive sulle isole, chiedendo una fiscalità di vantaggio e agevolazioni per le assunzioni. Carmelo Beninati, della Lo Nardo Accommodation, ha raccontato che la domanda turistica fuori stagione esiste già: settembre ha ormai raggiunto livelli di attività vicini ad agosto e anche ottobre offre opportunità. I collegamenti marittimi, tuttavia, mantengono sostanzialmente le stesse tariffe durante l’anno, rendendo più difficile proporre soggiorni a prezzi competitivi nei mesi meno frequentati.
I dati elaborati da Brand Eolie, aggiornati al 31 agosto, indicano intanto una crescita delle presenze turistiche rispetto al 2025: +7% in alta stagione, +15% in media stagione e +12% in bassa stagione. Per l’intero 2026 la società prevede un aumento compreso tra il 13 e il 16%. Sono rilevazioni e stime diffuse dall’organizzazione, ancora da confrontare con i dati definitivi, ma mostrano una tendenza che gli imprenditori intendono consolidare: la crescita della domanda turistica anche fuori dai mesi di maggiore affollamento.
Del resto, le Eolie hanno molto da offrire oltre alle spiagge. Il cratere di Vulcano, i sentieri che attraversano le isole, le produzioni agricole, l’enogastronomia e un patrimonio archeologico che racconta millenni di storia. Durante il press tour i giornalisti hanno visitato il Museo Archeologico Eoliano ‘Luigi Bernabò Brea’ di Lipari, accompagnati dal direttore del Parco archeologico Rosario Vilardo, e il villaggio dell’età del Bronzo di Capo Graziano, a Filicudi, con l’archeologa Maria Clara Martinelli. Luoghi che si prestano a un turismo culturale ed escursionistico, anche lontano dall’estate.
C’è poi il cinema. Dallo ‘Stromboli’ di Roberto Rossellini a ‘L’avventura’ di Michelangelo Antonioni, da ‘Il postino’ con Massimo Troisi a ‘The Odyssey’ di Christopher Nolan, le Eolie hanno ospitato alcuni dei film più celebri della storia del cinema. Una storia cinematografica che le Eolie potrebbero valorizzare per attirare visitatori anche fuori dalla stagione estiva, attraverso itinerari nei luoghi delle riprese ed eventi dedicati al cinema. Al convegno di Lipari Nino Saltalamacchia, del Centro Studi Eoliano, ha rilanciato un progetto coltivato da decenni: realizzare un museo del cinema che possa ospitare anche laboratori per studenti universitari durante l’inverno. Un’iniziativa rimasta finora sulla carta.
Lavorare dieci mesi l’anno, però, significa anche rendere le isole luoghi in cui valga la pena vivere tutto l’anno. Lo ha ricordato Chantal Belletti, studentessa dell’istituto superiore ‘Isa Conti Eller Vainicher’, intervenuta al convegno per raccontare le aspettative dei suoi coetanei. I ragazzi vorrebbero poter tornare dopo l’università e mettere a frutto le competenze acquisite, ma le opportunità professionali sono poche. E durante l’inverno mancano anche un cinema, luoghi di aggregazione e attività ricreative. Un problema che riguarda la qualità della vita quotidiana, oltre alle prospettive di occupazione.
Dalle istituzioni sono arrivati segnali di disponibilità. Paola Sabella, segretaria generale della Camera di Commercio di Messina, ha sottolineato la necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, citando il progetto ‘Malvasie senza confini’, che punta anche a costruire itinerari turistici fuori dall’alta stagione. Resta da capire quali proposte emerse dal confronto potranno tradursi in impegni concreti, soprattutto sul fronte delle infrastrutture e del sostegno alle imprese.
Brand Eolie rivendica nel frattempo i risultati del lavoro di promozione, sostenuto dalle imprese aderenti e da operatori dei collegamenti marittimi come Liberty Lines e Caronte & Tourist. Secondo la società, le iniziative realizzate nel 2026 hanno generato oltre 300 articoli e servizi giornalistici e una diffusione stimata in 80 milioni di contatti. Un’attività che ha portato le Eolie sulla stampa italiana e internazionale, ma il cui impatto sull’occupazione durante i mesi invernali è ancora tutto da misurare.
L’obiettivo è di estendere l’attività economica e occupazionale ad almeno dieci mesi l’anno, puntando sul turismo culturale, naturalistico ed esperienziale. La rete di imprese intende proseguire il lavoro anche nel 2027, mentre alle istituzioni chiede di creare le condizioni perché questo modello possa svilupparsi.
‘Qui rischiamo fra vent’anni di diventare un dormitorio per anziani perché i giovani sono scappati via, perché non hanno un futuro’, avverte Daniele Corrieri. È il timore che accompagna il progetto di Brand Eolie: che un territorio capace di attirare visitatori da tutto il mondo continui a perdere i ragazzi che vi sono nati.
