Policlinico di Palermo, foto da FacebookPoliclinico di Palermo - Facebook Daniele D'Alessandro 1 Novembre 2026,...
Al Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo è stata realizzata una colonvaginoplastica con trasferimento del segmento colico mediante approccio laparoscopico, procedura di chirurgia ricostruttiva che utilizza un segmento vascolarizzato di colon sigma per la realizzazione della neovagina, in pazienti con incongruenza di genere in transizione uomo-donna. L’intervento costituisce il primo caso documentato in Italia di colonvaginoplastica eseguita con approccio laparoscopico. Il Policlinico di Palermo diventa così, allo stato delle fonti istituzionali disponibili, l’unica struttura ospedaliera italiana che annovera attualmente la colonvaginoplastica tra le prestazioni chirurgiche erogate nell’ambito dei percorsi di affermazione di genere.
L’operazione
L’intervento è stato eseguito dal professore Antonino Agrusa, direttore della UOSD di Chirurgia Laparoscopica, e dal dottore Giovanni Zabbia, della UOC di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, attraverso una stretta integrazione tra competenze di chirurgia laparoscopica e chirurgia plastica ricostruttiva. Il percorso dedicato alle persone con incongruenza di genere è attivo dal 2013 presso la UOC di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico di Palermo, oggi diretta dalla professoressa Francesca Toia. Negli anni si è progressivamente sviluppato attraverso l’integrazione di diverse professionalità e specialità chirurgiche, con un’utenza proveniente da tutto il territorio nazionale. Il dottore Zabbia si è occupato della fase demolitiva e ricostruttiva dei genitali esterni maschili. Attraverso l’utilizzo e il rimodellamento dei tessuti genitali disponibili, il chirurgo procede alla ricostruzione di genitali esterni femminili funzionali ed esteticamente armonici, ricreando inoltre la cavità destinata ad accogliere la neovagina. A questa fase si associa il trasferimento di un segmento di colon vascolarizzato, isolato per via laparoscopica dal professore. Agrusa, coadiuvato dal dottore Giuseppe Di Buono.
Cos’è la colonvaginoplastica
La colonvaginoplastica può essere indicata come intervento primario oppure utilizzata nei casi in cui i tessuti genitali disponibili non siano sufficienti a ottenere una neovagina di profondità e caratteristiche adeguate, o ancora come procedura di revisione dopo precedenti vaginoplastiche. In Italia, oggi, la riassegnazione chirurgica del sesso nei pazienti MtF viene eseguita prevalentemente mediante tecniche ricostruttive basate sull’utilizzo della cute genitale e loco-regionale, in particolare attraverso tessuti penieni e scrotali. La possibilità di utilizzare un segmento intestinale rappresenta invece un’opzione ricostruttiva più complessa e meno diffusamente disponibile. Per questo motivo, i pazienti che necessitano o scelgono una ricostruzione vaginale primaria mediante segmento intestinale, o una chirurgia di revisione dopo complicanze, sono stati spesso costretti a rivolgersi a centri esteri specializzati, con le conseguenti difficoltà legate agli spostamenti, ai costi e, soprattutto, alla gestione del follow-up postoperatorio lontano dal centro chirurgico di riferimento. L’introduzione stabile di questa possibilità ricostruttiva all’interno di un centro ospedaliero italiano amplia quindi concretamente le opzioni terapeutiche disponibili nel nostro Paese. L’approccio laparoscopico consente di limitare il trauma della parete addominale rispetto alla tradizionale laparotomia, attraverso incisioni più contenute e con i potenziali vantaggi propri della chirurgia mini-invasiva. La colonvaginoplastica è una tecnica conosciuta da molti anni e utilizzata in diversi centri internazionali specializzati nella chirurgia genitale ricostruttiva. Anche in Italia sono state riportate precedenti esperienze di utilizzo del colon nella ricostruzione vaginale, soprattutto nei casi secondari.
L’innovazione del Policlinico di Palermo
L’elemento innovativo dell’esperienza del Policlinico di Palermo è rappresentato dall’introduzione, nel panorama italiano, di una colonvaginoplastica eseguita con approccio laparoscopico chiaramente documentato e inserita stabilmente all’interno di un percorso strutturato dedicato alla chirurgia di affermazione di genere. Il risultato è frutto dell’integrazione tra chirurgia plastica ricostruttiva e chirurgia laparoscopica e rappresenta un ulteriore sviluppo dell’attività iniziata al Policlinico palermitano oltre dieci anni fa, con l’obiettivo di ampliare le possibilità ricostruttive disponibili per i pazienti con incongruenza di genere, ma anche per i pazienti cisgender che necessitano di procedure genitali complesse.
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