Foto Adnkronos Emanuela La Mela 1 Novembre 2026, 17:15 Aveva soltanto 35 anni e si...
Aveva soltanto 35 anni e si era laureata da poco. La morte di Valentina Filannino, originaria di Barletta, è ora al centro di una denuncia presentata dai familiari, che chiedono di fare luce sulle circostanze del decesso e sulle decisioni assunte durante il primo accesso in ospedale. La donna è morta all’ospedale Dimiccoli, dopo un rapido peggioramento delle condizioni di salute seguito alle dimissioni dal pronto soccorso.
La vicenda risale a giovedì 29 ottobre, quando la 35enne si era rivolta alla struttura sanitaria per un problema alla gamba sinistra. Secondo il racconto dei familiari, il dolore era particolarmente intenso e l’arto appariva gonfio e caratterizzato da una colorazione più scura del normale. Una situazione che aveva spinto la donna a chiedere assistenza medica.
Barletta, gli accertamenti in ospedale e le dimissioni
Durante la permanenza al pronto soccorso sarebbero stati effettuati diversi accertamenti diagnostici. Tra questi anche una Tac che, secondo quanto riferito dalla famiglia, avrebbe evidenziato una tromboembolia polmonare.
Il malessere, tuttavia, non sarebbe passato. La paziente avrebbe manifestato la volontà di restare in ospedale per essere ricoverata, ma sarebbe stata comunque dimessa con una terapia da proseguire a casa. Proprio sulle valutazioni cliniche che hanno portato a questa decisione si concentrano adesso gli interrogativi dei familiari, che con la denuncia chiedono di verificare quanto accaduto durante il percorso assistenziale.
Il nuovo malore, il ricovero in Rianimazione e l’autopsia
Dopo essere tornata nell’abitazione della madre, le condizioni della donna sarebbero peggiorate nuovamente. Mentre saliva le scale di casa, la 35enne avrebbe perso conoscenza. L’intervento dei soccorsi ha portato a un nuovo trasferimento all’ospedale Dimiccoli, dove è stata ricoverata nel reparto Rianimazione.
La donna è morta dopo circa 22 ore dal ricovero. Una fine improvvisa che ha spinto la famiglia a chiedere accertamenti per ricostruire l’intera sequenza degli eventi, dal primo accesso al pronto soccorso fino al decesso. La salma è stata trasferita a Bari per l’esecuzione dell’autopsia. L’esame medico-legale dovrà contribuire a stabilire le cause della morte e a chiarire il quadro clinico della paziente fornendo elementi utili anche per verificare eventuali responsabilità nella gestione sanitaria.
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