Il Cous Cous Fest unisce i popoli a San Vito Lo Capo
SAN VITO LO CAPO – Il Cous Cous Fest unisce i popoli attraverso la cucina e presenta una squadra composta da uno chef palestinese e una chef israeliana. È la novità del Campionato del mondo di cous cous Bia, appuntamento centrale della ventinovesima edizione del festival, in programma dal 18 al 27 settembre 2026.
A contendersi il riconoscimento saranno otto squadre: Algeria, Brasile, Francia, Italia, Marocco, Senegal, Spagna e Cous Cous Fest United.
L’evento, prodotto dall’agenzia Feedback in collaborazione con il Comune di San Vito Lo Capo, rinnova il messaggio di incontro e integrazione culturale con lo slogan “Make cous cous not war”.
Uno chef palestinese e una chef israeliana nel team United
Nella squadra Cous Cous Fest United gareggeranno fianco a fianco Shady Hasbun e Tze’ela Rubinstein.
Lo chef palestinese Hasbun ha ideato ad Arezzo lo Chef Shady Food Lab, una scuola di cucina dedicata alla sperimentazione, alla formazione e all’incontro tra tradizioni locali e sapori internazionali.
La chef israeliana Rubinstein gestisce invece a Lucca, insieme al marito, Cooking in Toscana. Il ristorante propone cucina tradizionale regionale e ospita anche eventi e lezioni di cucina.
La loro partecipazione nella stessa squadra traduce in un’esperienza concreta il messaggio di pace e condivisione promosso dalla manifestazione.
L’Italia in gara con il sanvitese Enrico Figuccia
A rappresentare l’Italia sarà Enrico Figuccia, chef del ristorante Lo Stagnone di San Vito Lo Capo.
Lo affiancheranno lo chef e lo studente vincitori del Campionato italiano di cous cous Conad, che completeranno la formazione italiana.
Algeria, Marocco e Senegal: le squadre e le ricette
L’Algeria sarà guidata da Walid Benattia, chef executive e proprietario della Maison des Mets, attiva a Sétif e ad Algeri. Il suo progetto affianca alla gastronomia spazi dedicati alla cultura e alle arti.
Con lui gareggeranno Asma Benattia, direttrice di produzione e chef pâtissier, gli chef Imane Bouchene e Amine Boukrra, insieme a Hadia Dib.
Per il Marocco parteciperà Badr Benjelloun, chef e patron di Casbah del Moro, gastropub di Catania dedicato alla cucina fusion nordafricana e mediterranea. Cous cous e tajine sono al centro della sua proposta gastronomica.
Il Senegal schiererà una coppia madre-figlio: Fatimata Diagne e Mouhametd Babou. La chef, in Italia da oltre vent’anni, ha aperto a Madone, in provincia di Bergamo, Mouba Gastro Food.
La loro ricetta in gara sarà il cous cous senegalese Khadija, preparato con agnello e verdure miste.
Brasile, Francia e Spagna tra tradizioni e contaminazioni
Il Brasile sarà rappresentato da Paulo Ricardo Souza Aires, chef e fondatore del ristorante Reserva di Roma, e da Antonio Goncalo De Brito Neto. I due proporranno il cous cous nordestino, piatto tradizionale del Nord Est brasiliano.
Per la Francia gareggeranno Elio Genualdo, chef executive per Sodexo, e Guillaume Pierre Arnaud Heckmann, formatosi alla scuola Ferrandi di Parigi e al fianco di chef stellati francesi.
La loro proposta sarà un cous cous mediterraneo al brodetto e tartare di gambero rosso. La ricetta comprenderà limone biologico siciliano confit, cappero, gel di ficodindia, melagrana, lime, finocchietto selvatico e bisque di crostacei montata al burro.
La Spagna schiererà Avelino Alfaro e Jose David Pardo, membri dell’Associazione culturale gastronomica Fideuà de Gandia.
Presenteranno “Marima de Valencia”, una ricetta legata alla tradizione familiare di Alfaro e alla storia dei valenciani emigrati in Algeria durante la Guerra civile spagnola. Lo chef ha recuperato e reinterpretato questo patrimonio culinario nella propria versione del piatto.
Angelo Mellone alla guida della giuria tecnica
Angelo Mellone tornerà a presiedere la giuria tecnica, composta da giornalisti, chef ed esperti di cucina.
Anche il pubblico potrà prendere parte alla competizione, acquistando i biglietti per la giuria popolare.
Il sostegno al campionato si rinnova inoltre con Bia Cous Cous. Il CEO Manfredi Cusmano ricorda che l’azienda affianca il festival da quasi vent’anni e sottolinea il valore del cous cous come alimento capace di favorire l’incontro tra culture.
Cusmano richiama anche l’attenzione alla qualità, alla sostenibilità e all’internazionalizzazione, ricordando che il cous cous dell’azienda raggiunge 50 Paesi.
Oltre venti ricette alle Case del Cous Cous
Accanto alla gara, il pubblico potrà scoprire le proposte delle tre Case del Cous Cous, tutte sulla spiaggia di San Vito Lo Capo.
Gli spazi gastronomici offriranno oltre venti ricette, tra tradizione, creatività e sapori internazionali. È già partita la prevendita dei biglietti per le degustazioni.
Tra le novità figura l’acquisto online senza commissioni tramite l’app del festival, disponibile dalla pagina ufficiale dedicata.
L’app permette di consultare il programma e attivare un portafoglio digitale ricaricabile per acquistare i ticket, evitando il passaggio alle casse.
Ticket da 12 e 15 euro: cosa comprendono
Il ticket base costa 12 euro e include:
- Un piatto di cous cous
- Un brick d’acqua oppure un bicchiere di vino
- Un caffè oppure un amaro
Il ticket combo costa 15 euro. Al menu base aggiunge, a scelta, un Aperol Spritz, una birra Corona oppure il dessert MouScùs.
Quest’ultimo è una novità dell’edizione 2026, proposta in quantità limitata. MouScùs abbina gelato al gusto mou, crema inglese al cioccolato e cous cous all’arancia.
Organizzazione e sostegni
Il Cous Cous Fest è organizzato da Feedback in partnership con il Comune di San Vito Lo Capo. Sostengono la manifestazione gli assessorati regionali del Turismo, dell’Agricoltura e delle Attività produttive.
I main sponsor sono Bia CousCous, Conad e Lepas. Gli sponsor ufficiali sono Amadori, Campari, Cannemela, Corona, Electrolux-Sagrim, Acqua Maniva, Oro Sicilia, Premiati Oleifici Barbera, Pril, Tenute Orestiadi e UniCredit.
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