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Tra saline e legami, i giovani del SAI Marsala scoprono il territorio

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lunedì 01 giugno 2026 - 13:26

Tra saline e legami

MarsalaTra saline e legami è il titolo dell’iniziativa promossa dalla Cooperativa Sociale Badia Grande con venticinque giovani migranti inseriti nel Progetto SAI Marsala. I ragazzi, ospiti dei centri di accoglienza di Paceco e Custonaci, hanno visitato le Saline della Riserva di Trapani e Paceco, trasformando la conoscenza del territorio in un’occasione di integrazione, memoria e crescita personale.

L’attività ha unito natura, storia locale e laboratori espressivi. Inoltre, ha permesso ai partecipanti di vivere il territorio non come semplice luogo da attraversare, ma come spazio da conoscere, comprendere e sentire più vicino.

I giovani arrivano da Egitto, Gambia, Costa d’Avorio, Bangladesh e Tunisia. Per un giorno, però, le distanze geografiche hanno lasciato spazio a un’esperienza condivisa, fatta di cammino, ascolto e racconto.

Tra saline e legami, il territorio come ponte di integrazione

L’iniziativa Tra saline e legami nasce da un’idea dell’educatrice del SAI Chiara Maria Cassarà, che ha voluto intrecciare la scoperta del territorio con il racconto di sé. Il progetto è stato realizzato nell’ambito delle attività del SAI Marsala, coordinato da Anna Maria Ruggirello.

Ad accompagnare i ragazzi sul campo sono state anche le responsabili di struttura Flavia Melita, per Paceco, e Vita Messina, per Custonaci, insieme alle loro equipe multidisciplinari. Il gruppo ha vissuto una giornata immersa nel paesaggio delle saline, tra vasche, mulini, vento, sole e memoria.

Durante il percorso, l’operatrice legale Giusy Lo Gelfo ha raccontato ai giovani il processo antico della produzione del sale. L’acqua marina passa da una vasca all’altra, viene scaldata dal sole, accarezzata dal vento e, lentamente, si trasforma in sale da tavola.

Per alcuni ragazzi, questo racconto ha richiamato immagini familiari. Infatti, in diverse parti del mondo il sale si ottiene ancora attraverso metodi simili. Così, una tradizione del territorio trapanese ha aperto un dialogo con memorie lontane.

Le Saline di Trapani e Paceco tra natura e memoria

Le Saline della Riserva di Trapani e Paceco non sono soltanto un paesaggio suggestivo. Sono anche il simbolo di una storia fatta di lavoro, attesa e trasformazione. Proprio per questo, sono diventate il luogo ideale per stimolare ricordi, emozioni e legami.

A un certo punto della giornata, molti ragazzi hanno iniziato a raccontare frammenti della propria vita. Hanno parlato della madre rimasta nel Paese d’origine, di un fratello lontano, di un volto caro che ritorna nei sogni. Il cammino tra le saline ha così favorito un dialogo spontaneo e profondo.

Camminare fianco a fianco ha ridotto le distanze. Inoltre, ha fatto emergere un messaggio semplice e forte: ogni persona porta con sé una storia, ma il territorio può diventare un ponte per sentirsi meno soli.

Per approfondire l’area naturale e il valore ambientale delle saline, è possibile consultare il sito della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco.

Badia Grande e il valore dell’accoglienza quotidiana

L’iniziativa racconta anche il senso del lavoro portato avanti dalla Cooperativa Sociale Badia Grande. Le equipe composte da educatori, psicologi, mediatori culturali e operatori legali lavorano ogni giorno per costruire un’accoglienza che non si limita ai bisogni primari.

Accogliere, infatti, non significa soltanto offrire un posto letto o un pasto. Significa anche accompagnare le persone in un percorso di benessere, orientamento, cura psicosociale e riconoscimento.

In questo senso, la conoscenza del territorio diventa parte del processo di integrazione. Visitare una salina, conoscere la storia di un mulino o comprendere il valore di una riserva naturale aiuta i giovani a costruire un rapporto nuovo con il luogo in cui vivono.

Il territorio non resta distante. Al contrario, può diventare uno spazio di appartenenza. Questo passaggio è fondamentale per chi sta ricostruendo una vita lontano dalla propria terra d’origine.

Tra saline e legami, una lezione di pazienza e appartenenza

Le saline, con l’acqua del mare che diventa sale attraverso un lento processo naturale, hanno offerto ai giovani una metafora potente. Ogni trasformazione richiede tempo, cura e pazienza. Lo stesso vale per l’integrazione, che cresce attraverso piccoli passi, relazioni e fiducia.

Tra saline e legami ha mostrato che la cultura del territorio può diventare una strada concreta verso la coesione sociale. Conoscere un luogo significa anche imparare ad abitarlo con occhi nuovi. Inoltre, significa sentirsi riconosciuti dentro una comunità.

Per i venticinque giovani del Progetto SAI Marsala, la giornata alle saline è stata un’esperienza educativa, ma anche emotiva. Ha permesso di unire memoria personale, natura e scoperta. Inoltre, ha confermato il valore di percorsi che mettono al centro la persona e la relazione.

L’integrazione passa anche da momenti come questo. Passa dalla possibilità di camminare insieme, raccontarsi e scoprire che un paesaggio può diventare casa, almeno un po’. Badia Grande continua così a costruire ponti, con discrezione e concretezza, tra persone, territori e storie di vita.


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