La crescente presenza militare in Sicilia torna al centro del dibattito pubblico. Secondo i movimenti antimilitaristi del territorio, l’Isola starebbe vivendo un processo di progressiva militarizzazione che, negli anni, avrebbe trasformato diverse aree strategiche in infrastrutture a supporto delle attività belliche, sottraendo risorse a settori ritenuti prioritari come sanità, istruzione e servizi pubblici. Tra i principali punti di riferimento di questo sistema viene indicato l’aeroporto militare di Trapani-Birgi che, insieme alle basi di Cameri e Decimomannu, rappresenterebbe uno degli snodi fondamentali per l’addestramento e la manutenzione dei caccia F-35. Una scelta che, secondo gli attivisti, comporterebbe conseguenze significative sia sul piano ambientale sia su quello sociale.
Particolare preoccupazione viene espressa per i possibili effetti sulla Riserva Naturale Orientata dello Stagnone di Marsala, considerata una delle più importanti zone umide del Mediterraneo. Il continuo incremento del traffico aereo militare, sostengono i promotori dell’iniziativa, potrebbe incidere negativamente sulla sosta e sulla nidificazione delle numerose specie di uccelli migratori che ogni anno attraversano l’area. I movimenti evidenziano inoltre le possibili ricadute sulla salute pubblica. Citando studi condotti in prossimità di basi militari statunitensi che ospitano velivoli F-35, gli attivisti sottolineano come i livelli di rumore possano superare i 115 decibel, con potenziali effetti quali disturbi del sonno, aumento dello stress, problemi cardiovascolari e difficoltà cognitive, soprattutto nei più giovani.
Per questi motivi, in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, diverse realtà antimilitariste hanno promosso una manifestazione pubblica in Piazza Saturno, a Trapani. L’obiettivo è chiedere un cambio di rotta nelle politiche pubbliche e il reinvestimento delle risorse economiche in ambiti come la sanità, la transizione ecologica, il lavoro e i servizi ai cittadini. L’appuntamento è fissato per le ore 18. Gli organizzatori invitano cittadini, associazioni e realtà del territorio a partecipare all’iniziativa e ad aderire alle attività del Comitato No F-35, impegnato da anni nella contestazione dell’espansione delle attività militari nella base di Trapani-Birgi.