Il Porto di Mazara nuovo terreno di confronto elettorale? La politica si muove, ma…

Luca Di Noto

Il Porto di Mazara nuovo terreno di confronto elettorale? La politica si muove, ma…

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giovedì 29 Ottobre 2026 - 07:37

Il porto di Mazara del Vallo torna al centro del confronto politico cittadino. E lo fa prepotentemente. L’ipotesi di inserire lo scalo nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale è diventata terreno di iniziativa e, inevitabilmente, anche di confronto su chi abbia avviato il percorso e su quali siano le strade più concrete per arrivare al risultato. Con un occhio, indubbiamente, alle prossime Regionali.

Gancitano incontra Tardino e guarda a Roma

E così in pochi giorni si sono registrati l’intervento di Vito Gancitano, ex presidente del Consiglio comunale, e la presa di posizione dell’intergruppo consiliare “Partecipazione Politica – Salvatore Quinci Sindaco”, che ha ricostruito le tappe del lavoro portato avanti dall’Amministrazione. Gancitano ha incontrato Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, per rappresentare la necessità di includere il porto mazarese nel sistema. Un passaggio che, nella sua valutazione, potrebbe favorire il rilancio infrastrutturale e produttivo dello scalo. L’ex presidente del Consiglio ha inoltre annunciato una prossima visita al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma, con l’obiettivo di dare seguito al confronto istituzionale. “Servono risultati, non visibilità”, il senso del messaggio lanciato da Gancitano, che considera il porto una risorsa decisiva per pesca, occupazione e l’intero indotto economico.

La maggioranza ricostruisce le tappe del percorso

A stretto giro è intervenuto l’intergruppo consiliare che fa riferimento al sindaco Salvatore Quinci, rivendicando un percorso già avviato e tradotto, secondo i firmatari, in atti amministrativi e attività tecniche. La ricostruzione parte dall’ottobre 2025, quando sarebbero iniziate le interlocuzioni istituzionali, e passa dallo scorso 18 giugno 2026, data del deposito della mozione dei gruppi “Partecipazione Politica” e “Salvatore Quinci Sindaco”, poi discussa in Consiglio comunale. Il tema, aggiunge l’intergruppo, è stato ripreso dal sindaco nella relazione annuale illustrata a luglio. Il passaggio più concreto, nella ricostruzione della maggioranza, è quello compiuto a settembre: con una determina a contrarre finanziata attraverso il bilancio comunale è stato disposto l’affidamento a una società di ingegneria del servizio di assistenza tecnica per predisporre la documentazione necessaria a richiedere l’inserimento del porto nell’Autorità di sistema. Un’attività preparatoria che dovrà fornire le basi tecniche alla richiesta, distinguendo il lavoro già avviato dall’obiettivo finale, che non è ancora stato raggiunto.

Sviluppo del porto e competizione politica

Proprio su questa distinzione si concentra la nota dell’intergruppo. Le interlocuzioni e le iniziative politiche possono contribuire a mantenere alta l’attenzione, ma la modifica del perimetro dell’Autorità portuale richiede strumenti e procedure previsti dalla legge. Da qui l’invito a evitare sovrapposizioni e a mettere a sistema i diversi contributi, anziché trasformare la questione in una competizione per rivendicarne la paternità. Il tema, in ogni caso, va oltre il semplice confronto tra gruppi politici locali. Per Mazara, l’eventuale ingresso nell’Autorità di sistema potrebbe aprire nuove prospettive in termini di programmazione, infrastrutture, dragaggi e valorizzazione dello scalo, opportunità attese da un porto legato alla pesca, ma chiamato anche a misurarsi con le esigenze della cantieristica, dei servizi marittimi e delle altre attività connesse all’economia del mare. Bisogna però capire come le diverse iniziative potranno convergere in un percorso istituzionale efficace. La maggioranza rivendica di aver già messo in moto la macchina amministrativa; Gancitano punta sul dialogo con i vertici dell’Autorità e con il Ministero. Iniziative che, nelle intenzioni dichiarate, guardano alla stessa direzione. Ma che, nonostante ciò, rischiano di diventare un nuovo e fertile terreno di confronto per le prossime competizioni elettorali.

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