Nell’ambito delle attività di controllo in materia di pesca marittima, nei giorni scorsi, la Capitaneria di porto di Trapani, in tre distinte operazioni, ha individuato e sequestrato 105 attrezzi da pesca non consentiti (cosiddetti “cannizzi”), posizionati tra le 08 e 20 miglia nautiche dalla costa in un’area di mare antistante l’isola di Levanzo e al largo di San Vito Lo Capo.
Che cosa sono i Cannizzi e come funzionano
I “cannizzi” sono dispositivi da pesca artigianali costituiti da un galleggiante ancorati sul
fondo tramite una cima di polipropilene legati attorno ad un peso che agisce da zavorra e sono utilizzati per creare ombreggiamento artificiale in mare, con lo scopo di attirare alcune specie ittiche che, successivamente, vengono catturate con i sistemi di rete da pesca a circuizione da parte delle unità da pesca.
Da un punto di vista normativo, rientrano nella categoria dei “Dispositivi di Aggregazione del Pesce” ossia Fish Aggregating Device (FAD), la cui disciplina è regolata a livello nazionale con decreto ministeriale – Disciplina della pesca della lampuga con FAD – e sono sistemi che possono essere utilizzati esclusivamente dal 15agosto al 31 dicembre con cime e galleggianti biodegradabili al fine di minimizzare
l’impatto sull’ambiente e soprattutto devono essere segnalati.
Gli attrezzi individuati, privi di segnalamento, invece rappresentavano un pericolo per la navigazione delle unità in transito tra le 8 e le 20 miglia nautiche dalla costa in quei tratti di mare.
Nel corso delle operazioni, il personale ha salpato dal mare più di 500 taniche in plastica rigida, oltre a reti ombreggianti e cime non biodegradabili, per un totale stimato di almeno una tonnellata di plastica, materiale non conforme alle normative nazionali ed europee.
Tutto il materiale recuperato dal mare è stato, successivamente, sottoposto a sequestro amministrativo da parte del personale della Capitaneria di porto di Trapani.