Criminalità e denunce, il Nord fa peggio del Sud. La Provincia di Trapani 62ª

redazione

Criminalità e denunce, il Nord fa peggio del Sud. La Provincia di Trapani 62ª

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lunedì 12 Ottobre 2026 - 10:47

IlSole24 Ore ha raccolto i dati del Viminale sulle città con il più alto tasso di criminalità in base alle denunce presentate. Nel 2025 frena il trend dei reati denunciati (-1,8% su base annua) dopo quattro anni di crescita. La classifica ogni 100mila abitanti vede in testa Milano, poi Firenze e Roma ai vertici, seguite da Bologna, Torino e Rimini. Sette città metropolitane nella top ten. Tra le siciliane Enna la più sicura.

La situazione in Sicilia e in Provincia di Trapani

In Sicilia, in base alla popolazione, la Provincia con il dato di ranking tra reati e denunce peggiore, è Siracusa che si piazza al 27° posto nella classifica nazionale. Poi Palermo, Catania, la Provincia di Trapani che è 62ª (3.054,8 denunce per 100mila abitanti), mentre migliora la divergenza nell’agrigentino e nell’ennese.

Le denunce

Sono 42.242 i delitti in meno e bastano a cambiare il segno ma non a raccontare tutta la storia. I reati denunciati in Italia scendono a 2,36 milioni nel 2025, l’1,8% in meno rispetto al 2024: la prima flessione dopo quattro anni di crescita. Si interrompe così la risalita dopo il brusco calo della pandemia: a trainarla sono i furti (-62mila in un anno), mentre altri reati continuano a crescere. Tra queste le truffe e frodi informatiche, i danneggiamenti, le percosse e le estorsioni. Il 47,4% degli illeciti si concentra nei territori metropolitani, dove ai residenti si aggiungono pendolari, studenti e turisti: Milano, Firenze, Roma, Bologna e Torino occupano i primi cinque posti della nuova edizione dell’Indice della Criminalità del Sole 24 Ore che misura le denunce ogni 100mila abitanti. Il calo nazionale, inoltre, non si distribuisce in modo uniforme: le denunce diminuiscono ad esempio a Firenze (-2,9%), Roma (-5,3%), Bologna (-0,3%), mentre salgono nelle province lombarde (Lodi +12,1%, Varese +6,2%, Sondrio +5,6%, Mantova +4,7%, Pavia +3,4% e Bergamo +3,1%). La flessione dei reati poi attraversa gran parte del Mezzogiorno. Ad esempio il segno meno si trova in otto province siciliane su nove, con le flessioni più marcate a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%) e l’isola ovunque registra volumi sotto i livelli del 2019. Illeciti in discesa anche nelle province campane, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), in cinque delle sei province pugliesi e in quattro delle cinque calabresi. Fanno eccezione Brindisi (+0,4%) e Cosenza (+2,3%).

Il trend dei reati

Il totale dei delitti segnalati all’autorità giudiziaria nel 2025 resta superiore al dato del 2019 (+2,4%), ma inferiore a quello del 2018; prosegue così la discesa dei reati che era in corso dal 2013 al 2019, e chiude con denunce che risultano comunque inferiori del 18,5% rispetto al 2013. E il trend continua nei dati provvisori del primo semestre 2026, anch’essi in anteprima al Sole 24 Ore: −9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per quanto riguarda la percentuale di persone denunciate, incide la presenza degli immigrati che per alcuni reati (contrabbando, furti con destrezza, scippi, rapine in casa e su pubblica via) superano la metà del totale. Percentuali minori invece per chi ha meno di 18 anni; qui i reati che commettono più di frequente sono le rapine.

I dati per delitti

I furti scendono a 992.660 e tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022 (−5,9% in un anno). Rappresentano il 42,1% del totale dei delitti denunciati, mentre nel 2019 erano il 46,6% degli illeciti. In particolare, diminuiscono i furti su auto in sosta (-16%), in abitazione (-8,7%) e quelli con destrezza (-6%), mentre aumentano lievemente i furti di motocicli (+0,2%). «Più crescono i furti legati a situazioni di indigenza – dice Dugato – meno vengono denunciati perché si fatica di più a denunciare i piccoli crimini predatori “di necessità”, dove pesano le difficoltà economiche». In calo del 3% su base annua i furti con strappo, che restano il 4,8% in più rispetto al pre-Covid. La battuta d’arresto della criminalità predatoria si riflette anche sulle rapine (-3,6%, con quelle in pubblica via a -7,7%), ancora il 14% in più rispetto al 2019. «Negli ultimi anni – ricorda il ricercatore di Transcrime – sono cresciute molto, ma spesso la percezione dei cittadini non tiene conto del trend storico: nel 2013 erano state quasi 44mila, contro i 28mila episodi di oggi. Insomma, abbiamo avuto anni peggiori». Altri reati, invece, continuano ad aumentare. Le truffe e frodi informatiche toccano quota 298.651 in aumento del 4,4% nel 2025, pari a 12.565 casi aggiuntivi (+40,8% sul 2019). Crescono i danneggiamenti: 288.938 in 12 mesi (+3,9% sul 2024, con 10.954 casi in più), il valore più alto dal 2018. Toccano il picco degli ultimi otto anni anche percosse (+3,4% in un anno) ed estorsioni (+1,4%). Mentre si interrompe il trend delle violenze sessuali (-2,8%), che dopo anni di “emersione” oggi si stabilizzano intorno a 6.600 all’anno, «a dimostrazione – dice l’esperto – che non è aumentato il fenomeno in sé ma il suo tasso di denuncia». In controtendenza anche gli incendi (+18,7%). I casi di contrabbando passano da 204 a 509: una variazione vistosa su numeri contenuti, che può riflettere una maggiore intensità dei controlli. Gli omicidi volontari scendono da 326 a 289 (-11,3%), il valore più basso nella serie storica dal 1950, che eguaglia il solo dato del 2020 registrato durante la pandemia; i tentati omicidi da 1.143 a 993 (-13,1%). In fondo alla classifica Oristano, anche quest’anno con l’incidenza più bassa (1.707 denunce ogni 100mila abitanti), seguita da Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177).Il tasso di Milano è circa 4,1 volte quello della provincia sarda, in cui si registra però un aumento del 6,1 per cento sul 2024.

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