Marsala, il nuovo cimitero di Cutusio abbandonato tra rifiuti e vandalismi

redazione

Marsala, il nuovo cimitero di Cutusio abbandonato tra rifiuti e vandalismi

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venerdì 09 Ottobre 2026 - 07:00

Vandalismi, furti e rifiuti abbandonati. È la condizione in cui versa il cosiddetto nuovo cimitero comunale di contrada Cutusio, a Marsala, un’opera realizzata negli anni Novanta ma mai completata. La struttura resta in attesa di una soluzione, mentre si riaccende il dibattito sul suo futuro e sulle possibili alternative per recuperare un’area che potrebbe essere restituita alla comunità. A riportare l’attenzione sulla vicenda è l’associazione La Città che Vorrei, impegnata nel monitoraggio del territorio, che chiede all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sullo stato dell’iter amministrativo e di valutare anche un’eventuale diversa destinazione d’uso del sito.

Il project financing da 63 milioni di euro

All’inizio del 2026 il Comune di Marsala aveva annunciato l’avvio di un’iniziativa di project financing da circa 63 milioni di euro per completare e gestire l’infrastruttura attraverso un partenariato pubblico-privato. L’operazione era stata dichiarata di interesse pubblico e inserita nel programma triennale delle opere pubbliche. La commissione interdisciplinare del settore Lavori pubblici aveva valutato positivamente le due proposte presentate, attribuendo il punteggio più alto a quella di ITALGECO S.C.AR.L. Il relativo progetto di fattibilità tecnica ed economica era stato ritenuto rispondente all’interesse della comunità con deliberazione della Giunta comunale del 18 febbraio 2026. La procedura era quindi stata rimessa al Consiglio comunale per l’approvazione, passaggio propedeutico all’avvio della gara pubblica per la concessione e l’affidamento definitivo. “Vorremmo conoscere lo stato attuale dell’iter burocratico e capire se, alla data odierna, non sia il caso di valutare un’alternativa più confacente a nuove esigenze e opportunità”, dichiara Giacomo Alberto Manzo a nome dell’associazione.

Un centro sportivo o un villaggio della gioventù

In attesa degli sviluppi amministrativi, l’associazione propone di ragionare su una riqualificazione complessiva dell’area, trasformandola in uno spazio a servizio della collettività. Tra le ipotesi avanzate c’è la realizzazione di un centro sportivo immerso nel verde, destinato ad amatori, atleti e società, con ulteriori spazi dedicati all’aggregazione. La posizione del sito, anche in relazione all’imminente ultimazione della stazione ferroviaria dell’aeroporto, potrebbe rappresentare un’opportunità per ripensarne la funzione, creando un polmone verde per gli abitanti delle contrade e per i turisti. “La riqualificazione del sito rappresenta una sfida urbanistica e sociale. La nostra comunità di esperti ritiene necessario un progetto integrato per trasformare il sito in un polo al servizio della comunità”, sottolinea Manzo, che si dice disponibile ad approfondire le proposte. L’associazione ricorda inoltre che, nel 2025, durante la prima edizione del concorso di idee La Città che Vorrei, gli alunni dell’Istituto comprensivo Sirtori avevano indicato proprio quell’area per la realizzazione di un “Villaggio della gioventù”.

La richiesta di bonifica al Comune

Da qui l’appello all’Amministrazione comunale per un intervento concreto e tempestivo. “Chiediamo all’Amministrazione una pronta bonifica e di valutare un eventuale cambio di destinazione d’uso”, afferma l’insegnere Giovanni Di Girolamo, evidenziando come il sito sia riconosciuto dagli stessi giovani come uno spazio da recuperare e valorizzare, richiamamdo anche la presenza sul territorio di altri luoghi inutilizzati o degradati, per i quali sarebbe necessario individuare progetti di riqualificazione capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini. Resta dunque da capire quale sarà il futuro del nuovo cimitero di Cutusio: completare l’opera secondo il progetto previsto oppure valutare nuove funzioni per l’area. La Città che Vorrei, che ha attivato uno sportello per raccogliere segnalazioni su temi di interesse pubblico, sollecita un confronto con l’Amministrazione per individuare soluzioni condivise e restituire valore a un patrimonio oggi abbandonato.

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