Sotto le case ci sono ancora le fornaci, dentro la roccia rose dipinte che non appassiscono da quasi duemila anni. E una scala può bastare per lasciare la città di oggi ed entrare in quella dei primi cristiani, dei vasai e dei monaci che pregavano in greco. Dall’altra parte del territorio, chiese barocche, palazzi nobiliari, archivi, musei e testimonianze della civiltà contadina raccontano invece la storia di Castelvetrano e il suo legame con Selinunte. È il patrimonio del territorio trapanese che torna protagonista con Le Vie dei Tesori, che per tre fine settimana mette in rete anche Marsala e Castelvetrano.
Marsala tra archeologia, storia e vino
A Marsala il festival torna per l’ottava edizione, nell’anno del ventennale della manifestazione, da sabato 10 al 25 ottobre. Il programma costruito da Nonovento e guidato da Sara Parrinello comprende dodici luoghi, dieci esperienze, altre quattro nelle cantine e due passeggiate. Il cuore del percorso resta l’anima archeologica della città. Sabato 24 ottobre l’archeologa Maria Grazia Griffo accompagnerà i visitatori “Attraverso le aree artigianali dell’antica Lilibeo”, tra le fornaci del cortile di Baglio Anselmi e le strutture nascoste sotto il tessuto urbano di via Honor Frost e via del Fante. Un viaggio nella Lilibeo che produceva, tra corridoi per alimentare il fuoco, camere di cottura e spazi destinati alla lavorazione della ceramica. Tra le aperture tornano l’ipogeo di Crispia Salvia, con le rose, le melagrane, i pavoni e le colombe dipinte sulle pareti, le Latomie dei Niccolini, antiche cave romane trasformate in luogo di sepoltura della prima comunità cristiana, e Santa Maria della Grotta, che racchiude in un unico spazio necropoli, latomia, sepolcreto cristiano, cenobio basiliano e chiesa ipogea. Il percorso comprende anche la chiesa di San Giovanni e l’antro della Sibilla, la Biblioteca e archivio storico “Salvatore Struppa”, i Musei Civici e Palazzo VII aprile, dove quest’anno sarà possibile salire per la prima volta sulla torre dell’orologio. Tornano il campanile del Carmine e il Teatro Eliodoro Sollima, mentre la chiesa di San Giuseppe e l’Istituto Abele Damiani completano il programma con la loro storia artistica e sociale. Non mancano le novità, come “Finestre sul mondo”, spazio dedicato all’incontro tra culture, con artigianato e rituali provenienti da Africa, America Latina e Asia e il teatrino dei pupi di Salvatore Inguì. Ogni sabato e domenica alle 12 sono previsti spettacoli. Dal cielo, invece, si potrà osservare Marsala e le Egadi con i voli in Piper da Birgi.
Il vino filo conduttore
Il vino resta uno dei fili conduttori della città. Il Museo John Woodhouse a Palazzo Fici racconta la nascita e la diffusione del Marsala, mentre le esperienze nelle cantine Pellegrino, Fina, Baglio Oneto dei Principi di San Lorenzo e, dal secondo fine settimana, Curatolo Arini, uniscono storia, territorio e degustazioni. Spazio anche all’olio con le famiglie Giacalone, all’Oleificio Sant’Anna e Mezzapelle, oltre alle attività dedicate al ricamo, al benessere e ai bambini.

Castelvetrano debutta nel festival
Per Castelvetrano, invece, quella del 2026 è la prima partecipazione a Le Vie dei Tesori. La città entra nel circuito con undici luoghi, due passeggiate e due esperienze enogastronomiche, inserendosi nella seconda tranche del festival insieme a Marsala, Caltanissetta, Corleone, Sciacca e Termini Imerese. Il percorso attraversa le diverse anime della città, da quella nobiliare a quella contadina, senza dimenticare il legame con Selinunte. Tra le aperture più importanti c’è la chiesa di San Domenico, mausoleo della famiglia Tagliavia, celebre per gli stucchi e gli affreschi realizzati nel secondo Cinquecento da Antonino Ferraro da Giuliana e dalla sua bottega. Al centro della decorazione c’è il monumentale Albero di Jesse, che ha fatto guadagnare alla chiesa l’appellativo di “Cappella Sistina della Sicilia”. Il viaggio prosegue con la chiesa di San Giovanni Battista, che custodisce la statua del santo realizzata da Antonello Gagini nel 1522, San Francesco di Paola, la Chiesa Madre voluta nel 1520 da Giovan Vincenzo Tagliavia e, nell’ultimo fine settimana, il 24 e 25 ottobre, la Chiesa del Purgatorio. Fuori dal centro storico sarà possibile raggiungere la Santissima Trinità di Delia, la piccola Cuba arabo-normanna della prima metà del XII secolo. Il rapporto con l’antica Selinunte emerge invece dal Museo civico Selinuntino, dove è custodito l’Efebo, raro bronzo greco del V secolo avanti Cristo ritrovato nel 1882, trafugato nel 1962 e restituito alla città nel 1997.
Archivi, Garibaldi e tradizioni
La memoria di Castelvetrano passa anche dall’Archivio storico comunale, che conserva documenti e testimonianze di secoli di storia locale, comprese quattro lettere autografe di Giuseppe Garibaldi legate a fra’ Giovanni Pantaleo, castelvetranese e cappellano dei Mille. Completano il percorso il Museo Errante Parrino, Palazzo al Carmine e il Museo della civiltà contadina. Due le passeggiate: quella dedicata alla “città dei Tagliavia”, in programma ogni domenica alle 16, e quella sui luoghi della peste del 1624-1626, prevista il 18 e il 25 ottobre. A tavola, infine, il territorio torna protagonista con esperienze dedicate all’olio Dop, alla Nocellara del Belìce, al Pane Nero di Castelvetrano e alle produzioni della tradizione contadina e marinara. Il debutto per entrambe le città è fissato per sabato 10 e domenica 11 ottobre. A Marsala saranno già visitabili diversi siti archeologici, luoghi storici, cantine ed esperienze, mentre Castelvetrano aprirà nove degli undici luoghi inseriti nel programma. Due città diverse, ma unite dalla stessa idea: trasformare il patrimonio storico, artistico, archeologico ed enogastronomico in un percorso da vivere e conoscere, riportando al centro luoghi spesso poco accessibili o conosciuti anche dagli stessi abitanti.