Il gip di Caltanissetta smonta le accuse a Natoli: “Ecco perchè non ci fu favoreggiamento alla mafia”

redazione

Il gip di Caltanissetta smonta le accuse a Natoli: “Ecco perchè non ci fu favoreggiamento alla mafia”

Condividi su:

martedì 06 Ottobre 2026 - 19:18

“La notizia di reato è infondata alla luce del parametro della ragionevole previsione di condanna”. È questo il passaggio centrale del decreto con cui il gip di Caltanissetta, Santi Bologna, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico dell’ex magistrato Gioacchino Natoli.

L’ex presidente del Tribunale di Marsala era finito sotto inchiesta con l’accusa di favoreggiamento aggravato: secondo l’ipotesi accusatoria, l’ex magistrato avrebbe agevolato Cosa Nostra insabbiando il cosiddetto dossier “mafia-appalti”, l’indagine sui rapporti tra il mondo degli affari e la criminalità organizzata in Sicilia, che secondo alcuni osservatori potrebbe essere la chiave per capire le motivazioni che hanno portato alla Strage di via D’Amelio.

Nel provvedimento, il giudice per le indagini preliminari ripercorre il ruolo svolto da Natoli in quella delicata inchiesta. E scrive, testualmente, che “deve ritenersi che il dottor Natoli non capì la reale importanza di quell’indagine e proprio perché ‘non ci credeva’ (di sua iniziativa o consigliato da terzi) e/o non era capace di valorizzarla, si limitò a investigare il meno possibile”. Un giudizio che descrive, quindi, non un’azione mirata a favorire il clan, ma una condotta di sottovalutazione dell’inchiesta, dettata da incapacità o da mancanza di fiducia nella validità delle piste seguite.

Nel decreto, il gip traccia anche un confronto con l’altro ex magistrato coinvolto nella stessa vicenda, Giuseppe Pignatone, la cui posizione è stata archiviata per insufficienza di prove. A differenza di Pignatone, sottolinea Bologna, nel caso di Natoli “non sono emersi rapporti di nessun tipo con Antonino Buscemi o con soggetti a lui vicini”. Buscemi è il costruttore considerato vicino alla mafia, punto di riferimento dell’inchiesta sugli appalti.

“Non vi è prova di qualsiasi accordo, anche implicito tra il dottor Natoli e il dottor Pignatone – scrive il gip Santi Bologna -. Anzi, i rapporti (sia personali che associativi), nemmeno cordiali tra i due magistrati, rappresentano un ulteriore elemento che depotenzia la tesi di qualsivoglia accordo (ancorché tacito tra i due) illecito tra i due”. 

Un’archiviazione che, di fatto, chiude il capitolo giudiziario su Natoli per quanto riguarda l’accusa di favoreggiamento aggravato, con la conclusione che non sussistono elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta