L’Ex Sicilvetro di Marsala, oggi O-I Glass, e futuro dell’economia circolare in Sicilia sono al centro dello scontro politico esploso all’Ars dopo la bocciatura, in Commissione Bilancio, dell’emendamento che avrebbe garantito la copertura finanziaria al disegno di legge del deputato regionale del Pd Dario Safina sul sostegno alle imprese che investono nel riciclo e nel riuso delle materie prime seconde. Una decisione che, secondo Safina, rischia di compromettere anche il percorso avviato attorno alla vertenza dello stabilimento marsalese, che aveva rappresentato uno dei punti di partenza del progetto legislativo. Il ddl punta infatti a creare strumenti regionali per accompagnare le imprese verso nuovi modelli produttivi basati sull’economia circolare, sugli investimenti, sull’innovazione e sul riutilizzo delle materie prime seconde. “Il Governo regionale ha bocciato oggi in Commissione Bilancio l’emendamento che avrebbe dato copertura finanziaria al mio disegno di legge sull’economia circolare”, denuncia Safina, definendo il voto “politicamente gravissimo”. Secondo il parlamentare dem, il provvedimento sarebbe stato costruito anche con il contributo del Governo regionale e successivamente approvato dalla Commissione Attività produttive.
Il nodo della vertenza ex Sicilvetro
Safina lega direttamente la vicenda legislativa alla situazione dello stabilimento di Marsala. “Avevamo detto che Marsala poteva diventare il simbolo di una Sicilia capace di trasformare una crisi industriale in una straordinaria opportunità di sviluppo”, afferma. L’obiettivo era utilizzare la vertenza industriale come occasione per ragionare su lavoro, investimenti, innovazione, sostenibilità e riuso delle materie prime seconde. Per il deputato regionale, il disegno di legge avrebbe consentito alla Regione di accompagnare concretamente le aziende impegnate nella transizione verso modelli produttivi circolari. Senza le necessarie risorse, però, il rischio è che il provvedimento rimanga sulla carta.
“Una contraddizione evidente”
La bocciatura della copertura finanziaria viene quindi letta da Safina non come una semplice questione tecnica o contabile, ma come una precisa scelta politica. “Il Governo era al tavolo, ha contribuito al percorso e ha condiviso l’impostazione del provvedimento. La Terza Commissione lo ha approvato. E oggi, quando si tratta semplicemente di metterlo nelle condizioni di camminare, il Governo esprime parere contrario alla copertura finanziaria”, sostiene. Da qui l’accusa di una politica industriale definita “schizofrenica”: da una parte gli annunci sulla difesa dei posti di lavoro e sul rilancio della manifattura siciliana, dall’altra il passo indietro quando si tratta di finanziare gli strumenti necessari.
La sfida in Aula
Safina parla di “una vergogna nella vergogna” e annuncia che la partita non è chiusa. L’emendamento sarà riproposto in Aula, dove il deputato Pd intende chiedere nuovamente il finanziamento del disegno di legge. “La Sicilia ha bisogno di una politica industriale seria e coerente, capace di sostenere imprese, lavoro e innovazione”, conclude Safina, chiedendo al Governo di spiegare perché “ciò che ieri riteneva giusto e necessario oggi non lo è più”.