Aggressioni a braccianti, cresce l’allarme a Marsala: “Una deriva pericolosa da non ignorare”

redazione

Aggressioni a braccianti, cresce l’allarme a Marsala: “Una deriva pericolosa da non ignorare”

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mercoledì 03 Giugno 2026 - 07:00

Le campagne marsalesi tornano a far parlare di sé per episodi che destano forte preoccupazione sul piano della sicurezza e della convivenza civile. Negli ultimi giorni una serie di aggressioni ai danni di lavoratori stranieri ha acceso i riflettori su un fenomeno che rischia di assumere contorni sempre più inquietanti, tanto da spingere il prefetto di Trapani a convocare un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le vittime sono braccianti agricoli che ogni mattina, prima dell’alba, raggiungono i campi per lavorare. Uomini che spesso si spostano in bicicletta o con piccoli mezzi lungo strade isolate, diventando bersagli facili di aggressioni e intimidazioni.

Diversi gli episodi accaduti

Gli ultimi episodi risalgono a sabato scorso. Almeno quattro lavoratori originari del Bangladesh sarebbero stati vittime di altrettanti agguati in diverse zone del territorio marsalese mentre si recavano al lavoro. I fatti sono stati denunciati ai carabinieri e sono adesso al vaglio degli investigatori. In uno dei casi segnalati, un bracciante che stava percorrendo una strada di campagna in bicicletta sarebbe stato affiancato da quattro persone a bordo di due scooter. Dopo essere stato bloccato, sarebbe stato colpito al volto con dei bastoni e lasciato ferito sul ciglio della strada. Nella stessa mattinata altri tre lavoratori stranieri avrebbero subito aggressioni con modalità analoghe. Alcuni sarebbero stati anche derubati del motorino o della bicicletta utilizzati per raggiungere il luogo di lavoro. Circostanze che fanno ipotizzare agli inquirenti la possibilità di azioni coordinate e pianificate. Tutte le persone coinvolte risultano regolarmente presenti sul territorio nazionale e in possesso di permesso di soggiorno.

Allarmante quadro nazionale

Gli episodi avvenuti si inseriscono in un quadro nazionale che nelle ultime settimane ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza dei lavoratori migranti e il rischio di derive xenofobe. Pochi giorni fa l’Italia è stata scossa dalla tragedia avvenuta ad Amendolara, in Calabria, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita all’interno di un minivan dato alle fiamme. La Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due cittadini pachistani con l’accusa di omicidio plurimo e pluriaggravato. Le indagini si concentrano su una vicenda che presenta ancora numerosi aspetti da chiarire, ma che ha riportato all’attenzione le condizioni di vulnerabilità in cui spesso vivono e lavorano migliaia di migranti impiegati nel settore agricolo.

Parla il mediatore culturale Kabongo

Nelle scorse settimane aveva inoltre suscitato indignazione il caso di Bakari Sako, lavoratore agricolo originario del Mali, deceduto dopo un violento pestaggio avvenuto nel tarantino. Fatti diversi tra loro, ma accomunati da un elemento che preoccupa istituzioni e associazioni: il crescente clima di tensione che coinvolge cittadini stranieri impiegati nei lavori agricoli e stagionali.

Vertice in Prefettura

A lanciare l’allarme è anche Albert Kabongo, mediatore culturale che da anni assiste numerosi lavoratori stranieri presenti nel territorio marsalese. “Gli episodi che si sono verificati nel fine settimana dimostrano ancora una volta quanto la questione sicurezza e immigrazione sia complessa. Stiamo fornendo orientamento e supporto a chi vuole presentare denuncia. Servono fatti concreti, la solidarietà da sola non basta”, ha dichiarato. Le aggressioni hanno riaperto il dibattito sulla gestione del fenomeno migratorio e sulla necessità di garantire percorsi di integrazione efficaci, ma anche adeguati strumenti di tutela per chi vive e lavora regolarmente sul territorio. Una sfida che riguarda non soltanto le forze dell’ordine, chiamate a individuare gli autori degli episodi, ma anche le istituzioni e la società civile. Sul caso è intervenuta anche la sindaca di Marsala, Andreana Patti, che ha confermato l’attenzione delle autorità competenti. “Ho sentito la Prefettura, c’è attenzione verso quanto sta accadendo”, ha dichiarato. Il vertice convocato nei prossimi giorni in Prefettura dovrà fare il punto sulla situazione e valutare eventuali misure per rafforzare la sicurezza nelle aree rurali. L’obiettivo è evitare che episodi del genere possano ripetersi e che il territorio venga attraversato da fenomeni di intolleranza e violenza che rischiano di minare la convivenza civile e il tessuto sociale di una comunità che da anni convive con una significativa presenza di lavoratori stranieri impiegati nel comparto agricolo.

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