La gip del tribunale di Palermo, Giuseppa Zampino, ha disposto un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Gaetano Armao, indagato per corruzione dalla Procura.
Ex vice presidente della Regione Siciliana, ex assessore regionale al Bilancio ed ex presidente della Commissione tecnica-specialistica della Regione Gaetano Armao, di professione avvocato, Armao si era anche candidato alla presidenza della Regione Siciliana nel 2022, sostenuto dal partito Azione di Carlo Calenda. Un anno dopo averlo sconfitto in campagna elettorale, il presidente Schifani lo nominò consulente per i rapporti della Regione Siciliana con il governo italiano e l’Unione Europea per i finanziamenti.
La decisione della gip Zampino è arrivata dopo 24 giorni dall’interrogatorio preventivo di Armao. I magistrati palermitani avevano chiesto l’arresto in carcere nei suoi confronti.
L’inchiesta ipotizza l’esistenza di un sistema di mazzette legato al rilascio dei pareri positivi per i progetti che passavano dalla Cts. Armao, marito di Giusy Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo lo scoppio dell’inchiesta si era dimesso dalla carica di consulente giuridico del governatore siciliano Renato Schifani.
La giudice per le indagini preliminari ha diposto gli arresti domiciliari pure per l’avvocato Pierluigi Matta, anche lui accusato di corruzione, e per Luigi Zancla. La gip ha poi deciso di non concedere misure cautelari nei confronti degli altri indagati: il deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, che è nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo, Mario Lupo e gli imprenditori Sergio Vella, Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne.