Crisi del vino in Sicilia, Safina: “Servono risorse per salvare le aziende”

redazione

Crisi del vino in Sicilia, Safina: “Servono risorse per salvare le aziende”

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venerdì 06 Novembre 2026 - 15:04

La crisi della vitivinicoltura siciliana rischia di compromettere la prossima stagione produttiva e la tenuta economica di migliaia di aziende. A lanciare l’allarme è il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, che ieri ad Alcamo ha incontrato una delegazione del comparto vitivinicolo del Trapanese per fare il punto sulle difficoltà del settore e sulle misure necessarie a fronteggiare l’emergenza. All’incontro hanno partecipato Matteo Paladino, presidente di CIA Sicilia Occidentale, diversi agricoltori, Piero Di Leo, responsabile del Gruppo di interesse economico vitivinicolo dell’associazione, e i presidenti di alcune cantine del territorio.

Vino invenduto e mancanza di liquidità

Dal confronto è emerso un quadro caratterizzato da vino invenduto, giacenze crescenti e difficoltà finanziarie. Una situazione che rischia di impedire alle aziende di sostenere i costi necessari per preparare i vigneti alla prossima stagione. “Dopo la vendemmia i vigneti devono essere lavorati e preparati per la stagione successiva. Servono risorse, investimenti e liquidità. Se il vino rimane nelle cantine e non si vende, mancano le risorse per sostenere i costi e garantire la continuità produttiva”, hanno sottolineato gli operatori, evidenziando il rischio che diversi viticoltori non riescano neppure a ripartire il prossimo anno.

Le richieste alla Regione

Il comparto ha avanzato una serie di proposte per superare la crisi: 50 milioni di euro di aiuti diretti ai viticoltori da inserire nella prossima legge di stabilità regionale, la distillazione obbligatoria di crisi per almeno 500 mila ettolitri di produzione siciliana, la riattivazione del Fondo di garanzia previsto dalla legge regionale n. 6 del 2009 e l’istituzione di un fondo per ridurre i costi di trasporto verso i mercati nazionali ed esteri. Proprio la logistica rappresenta uno dei fattori che penalizzano maggiormente le imprese siciliane. “La Sicilia paga ancora pesantemente il gap dell’insularità: trasportare il prodotto costa circa 8 euro al quintale, contro i 5 euro della Puglia. Una differenza che penalizza le nostre imprese e ne riduce la competitività. La Regione deve intervenire anche su questo fronte”, ha dichiarato Safina. Il deputato Dem ha inoltre richiamato la necessità di valutare gli strumenti di sostegno alla luce dei principi sanciti dalla cosiddetta Sentenza Azzorre della Corte di giustizia europea, esplorando i margini di autonomia finanziaria e normativa riconosciuti alla Sicilia nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato. L’obiettivo è individuare misure efficaci senza limitare ulteriormente la capacità di intervento attraverso il solo ricorso ai regimi de minimis.

L’attacco al governo Schifani

Safina ha infine criticato l’esclusione del comparto vitivinicolo dalle recenti variazioni di bilancio regionali, definendola un errore grave. “La miopia del governo Schifani e della sua maggioranza rischia di lasciare senza sostegno un settore produttivo ed economico strategico per la Sicilia. Non parliamo soltanto di vino, ma di lavoro, imprese, presidio del territorio e identità”, ha affermato il parlamentare. Da qui l’appello alla Regione affinché intervenga senza ulteriori ritardi: “La Regione ha il dovere di intervenire adesso, prima che la crisi diventi irreversibile. Servono risposte concrete, e servono subito”.

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