Totò Cuffaro, nuova interdizione dai pubblici uffici: si chiude la strada della politica?

redazione

Totò Cuffaro, nuova interdizione dai pubblici uffici: si chiude la strada della politica?

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giovedì 05 Novembre 2026 - 11:47

Nuovo stop giudiziario per Totò Cuffaro. Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha revocato la riabilitazione concessa nel settembre 2022 all’ex presidente della Regione Siciliana, ripristinando l’interdizione dai pubblici uffici. Una decisione che rischia di segnare definitivamente la fine della sua carriera politica. Alla base del provvedimento c’è il nuovo capitolo giudiziario che ha coinvolto Cuffaro, culminato il 15 maggio scorso con il patteggiamento a tre anni e tre mesi di reclusione per corruzione e traffico di influenze illecite, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti e i concorsi nella sanità siciliana. La pena è stata sostituita con 1.095 giorni di lavori di pubblica utilità. Secondo i giudici, la nuova vicenda giudiziaria fa venire meno il requisito della buona condotta necessario per conservare il beneficio della riabilitazione, che aveva cancellato gli effetti della precedente condanna definitiva a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio.

La decisione della magistratura ripristina dunque l’interdizione dai pubblici uffici, con conseguenze rilevanti sulla possibilità per l’ex governatore di ricoprire incarichi istituzionali e candidarsi. Cuffaro aveva già lasciato la segreteria nazionale della Nuova Democrazia Cristiana, annunciando anche la volontà di non partecipare più direttamente alle competizioni elettorali. I suoi legali, Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, contestano tuttavia il provvedimento e si preparano a presentare ricorso. La difesa sostiene che la sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità non possa determinare automaticamente la revoca della riabilitazione. Si apre così un nuovo fronte giudiziario per l’ex presidente della Regione, mentre sul piano politico la decisione rischia di chiudere definitivamente la possibilità di un suo ritorno sulla scena istituzionale.

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