Sanità, buco da 400 milioni: Schifani punta su Azienda Zero per tagliare i costi

redazione

Sanità, buco da 400 milioni: Schifani punta su Azienda Zero per tagliare i costi

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giovedì 05 Novembre 2026 - 16:41

Un disavanzo che nel 2026 potrebbe arrivare a circa 400 milioni di euro e la necessità di riorganizzare la macchina sanitaria regionale. Il governo di Renato Schifani punta sull’istituzione di Azienda Zero per contenere la spesa e migliorare l’efficienza del servizio sanitario siciliano. La proposta è contenuta nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2027-2029, approvata dalla Giunta regionale. Le prime stime, elaborate sui conti delle aziende sanitarie al 30 giugno, avevano ipotizzato un disavanzo di circa 650 milioni. Gli interventi correttivi avviati dalla Regione dovrebbero ridurre la cifra a 400 milioni, mentre una nuova verifica dei conti è attesa dopo il 15 novembre. Il sistema sanitario aveva già registrato un disavanzo di 104 milioni nel 2025, dopo i 20 milioni del 2024.

Acquisti centralizzati e controllo della spesa

Azienda Zero dovrebbe diventare una centrale unica di committenza per l’intera sanità siciliana, occupandosi di gare e acquisti di farmaci, dispositivi medici, tecnologie e grandi apparecchiature. L’obiettivo è uniformare prezzi e procedure, superare la frammentazione degli acquisti delle singole aziende sanitarie, eliminare duplicazioni amministrative e ottenere economie di scala. Accanto alla nuova struttura è previsto anche un sistema informativo contabile unico, attraverso cui monitorare in tempo reale costi, consumi e bilanci delle aziende sanitarie, individuando tempestivamente inefficienze e scostamenti di spesa. I risparmi dovrebbero essere reinvestiti nell’assistenza, salvaguardando i livelli essenziali di assistenza.

Le criticità, il precedente di Trapani

La sfida non riguarda soltanto i conti, ma anche la capacità di garantire servizi efficienti e prestazioni tempestive. In provincia di Trapani resta emblematico il caso dei circa 3.300 esami istologici accumulati dall’Asp, con pazienti costretti ad attendere anche otto mesi per conoscere l’esito. La perizia depositata nell’ambito dell’inchiesta ha evidenziato carenze nei sistemi di monitoraggio, nei controlli e nella comunicazione tra reparti. Una vicenda che ricorda come l’efficienza della sanità non possa essere misurata soltanto attraverso il contenimento dei costi, ma soprattutto attraverso la qualità e la tempestività delle cure.

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