Rete Natura 2000, la Regione chiarisce: “Nessuna ricaduta sulla caccia”

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Rete Natura 2000, la Regione chiarisce: “Nessuna ricaduta sulla caccia”

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giovedì 05 Novembre 2026 - 16:30

L’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente interviene sulle polemiche relative alle misure di conservazione dei siti della Rete Natura 2000, precisando che gli aggiornamenti effettuati sono necessari per superare una procedura di infrazione europea e non comportano nuovi vincoli né modifiche alle attività venatorie. La questione riguarda anche il Trapanese e le aree protette del territorio, tra cui lo Stagnone di Marsala, già al centro di un approfondimento pubblicato da ItacaNotizie il 31 ottobre scorso, dal titolo “Natura, nuove regole per le aree siciliane: lo Stagnone e i siti trapanesi”, dedicato agli aggiornamenti e alle possibili implicazioni per i siti interessati.

L’adeguamento alle direttive europee

L’intervento della Regione si inserisce nel percorso avviato per superare la procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea nel 2015. Le misure relative ai 229 siti siciliani sono state predisposte rispettando le scadenze concordate in sede europea, in collaborazione con le autorità nazionali e con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che ha finanziato l’attività. La redazione dei documenti ha seguito le linee guida comunitarie per assicurare uniformità a livello nazionale. Il procedimento ha coinvolto anche il dipartimento regionale dello Sviluppo rurale, che ha partecipato alla concertazione e curato le misure per 35 siti in qualità di ente gestore di riserve naturali. Le bozze sono state pubblicate sugli albi pretori dei Comuni interessati e sul portale istituzionale della Regione, consentendo la presentazione di osservazioni e integrazioni. Sono state inoltre raccolte le note trasmesse dalle associazioni di categoria e dal mondo venatorio.

Gli 88 siti e le attività venatorie

Un chiarimento specifico riguarda gli 88 siti oggetto di ricorso, successivamente respinto. Secondo l’assessorato, la struttura cartografica e il regime di tutela restano invariati rispetto a quanto già previsto dai decreti di approvazione dei Piani di gestione e dai provvedimenti ministeriali di designazione delle Zone speciali di conservazione (Zsc). La modifica ha interessato esclusivamente la voce “Tipo sito” del Formulario standard, aggiornata dalla tipologia “B” alla tipologia “C” per adeguarla alle direttive europee. Si tratta, precisa la Regione, di un aggiornamento tecnico che non introduce nuovi vincoli, prescrizioni o obiettivi di tutela e che, proprio per la sua natura non pianificatoria, non richiedeva una nuova fase consultiva, fermo restando l’obbligo di pubblicazione. L’assessorato sottolinea inoltre che il Piano faunistico-venatorio e i calendari venatori restano di competenza dell’assessorato regionale dell’Agricoltura e non subiscono modifiche. La Valutazione di incidenza del Piano fa infatti riferimento alle disposizioni già operative nei Piani di gestione dei siti Natura 2000. La Regione, infine, conferma la disponibilità a confrontarsi con le associazioni venatorie nelle sedi istituzionali.

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