Il caro carburanti continua a pesare su famiglie e imprese, mentre le iniziative per contenere i prezzi si confrontano con nuove difficoltà. In Sicilia la tensione riguarda soprattutto agricoltori, pescatori e autotrasportatori, alle prese con costi sempre più elevati. Tra gli sconti che rischiano di scomparire, le proteste delle categorie produttive e gli interventi economici annunciati dal Governo, si apre una nuova fase della vertenza. La prima novità riguarda la fine di alcune iniziative di calmieramento dei prezzi alla pompa. Dal 1° novembre IP e Tamoil non hanno rinnovato gli sconti straordinari introdotti nelle scorse settimane. Prosegue invece l’iniziativa di Eni, che ha scelto di mantenere un sistema di contenimento dei prezzi, seppure non più attraverso un tetto massimo fisso. Anche Q8 ha confermato la prosecuzione della misura, con modalità che potranno essere adeguate all’andamento del mercato. Secondo i dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 1° novembre l’82% dei distributori stradali vendeva la benzina a meno di 2 euro al litro, mentre il 42% proponeva il diesel sotto i 2,20 euro. Il prezzo medio nazionale al self service era però di 2,010 euro per la benzina e 2,241 euro per il gasolio.
Nuovi 70 milioni per agricoltura e pesca
Sul fronte degli aiuti, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo pacchetto da 70 milioni di euro destinato alle imprese agricole e della pesca. La misura prevede 60 milioni per l’agricoltura, con un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro. Altri 10 milioni sono destinati alla pesca, con un contributo pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo. Le risorse per il comparto agricolo saranno gestite da AGEA. Le modalità e i termini per presentare la documentazione dovranno essere definiti entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, mentre i pagamenti sono previsti nei trenta giorni successivi. Lo stanziamento si aggiunge ai 100 milioni già destinati al sostegno degli imprenditori agricoli e ai precedenti interventi per la pesca.
La protesta degli agricoltori e il confronto con Schifani
In Sicilia, intanto, la mobilitazione degli agricoltori continua. Le categorie chiedono interventi immediati per fronteggiare il rincaro del gasolio, che incide direttamente sui costi di produzione e sulla sostenibilità delle aziende. Nelle scorse settimane la protesta di Agrisat era arrivata anche davanti all’Assemblea regionale siciliana, a Palermo, con la distribuzione di grano, pane, olio e melograni per richiamare l’attenzione sulla crisi del comparto. Il presidente dell’associazione, Franco Calderone, aveva chiesto misure capaci di incidere subito sul prezzo del carburante agricolo, sottolineando come gli aiuti annunciati non fossero sufficienti a risolvere le difficoltà immediate delle aziende. La vertenza è arrivata anche al confronto con il presidente della Regione Renato Schifani, sollecitato dalle organizzazioni agricole a individuare risposte concrete per il settore. Sul tavolo ci sono il costo del gasolio, l’aumento delle spese di produzione e la necessità di evitare che la crisi finisca per ripercuotersi anche sui prezzi dei prodotti destinati ai consumatori. La Regione aveva già previsto 15 milioni di euro per agricoltura e pesca, attraverso contributi destinati a compensare parte dei maggiori costi sostenuti per il carburante. A questi si aggiungono i 15 milioni predisposti per gli autotrasportatori, con un sostegno pari al 70% della spesa aggiuntiva ammissibile per il gasolio. Resta dunque aperta la questione principale: gli aiuti e gli sconti temporanei riusciranno a compensare i rincari oppure serviranno interventi più strutturali? Per agricoltori, pescatori e autotrasportatori, la richiesta è quella di poter continuare a lavorare senza che il costo del carburante diventi un ulteriore ostacolo alla tenuta delle attività produttive.