Le mazzette sarebbero state consegnate in contanti e poi nascoste all’interno di un contenitore cilindrico occultato nell’orologio a pendolo dello studio. È uno dei particolari emersi nell’inchiesta che coinvolge l’avvocato e professore universitario Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana. Secondo la Procura di Palermo, sarebbero quattro gli episodi di consegna di denaro documentati dagli investigatori attraverso intercettazioni e immagini.
Il sistema delle presunte tangenti
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe il rapporto tra Armao e l’avvocato amministrativista Pierluigi Matta, indicato come suo fidato collaboratore e cultore della materia insegnata dal professore a Scienze politiche. Secondo l’accusa, diversi imprenditori avrebbero affidato a Matta consulenze formalmente regolari ma ritenute fittizie dagli inquirenti, con l’obiettivo di ottenere interventi per accelerare o sbloccare pratiche alla Regione. Una parte delle somme sarebbe poi stata trasferita in contanti ad Armao.
Le consegne riprese dalle telecamere
La Squadra mobile di Palermo avrebbe documentato alcuni dei passaggi di denaro, avvenuti anche all’interno della vettura di Matta e al Collegio San Rocco, sede della facoltà di Scienze politiche. In una delle intercettazioni Armao chiede a Matta: “Quando me li porti? E quanti?”, frase interpretata dalla Procura come un riferimento alle somme da consegnare. In un altro episodio, registrato nell’ottobre dello scorso anno, Matta avrebbe consegnato ad Armao una somma avvolta in una bustina di plastica. Secondo la ricostruzione investigativa, il denaro sarebbe stato poi sistemato in un sacchetto dell’immondizia all’interno dell’auto.
Il denaro nascosto nell’orologio a pendolo
Particolarmente significativo è il secondo episodio ricostruito dagli investigatori. Dopo essere entrato in banca, Matta avrebbe raggiunto Armao al Collegio San Rocco portando con sé una busta. Al termine dell’incontro, il denaro sarebbe stato trasferito nello studio di Armao in via Noto. È qui che sarebbe stato individuato il nascondiglio: un contenitore cilindrico inserito all’interno di un orologio a pendolo. La microtelecamera avrebbe documentato il momento in cui Armao riponeva l’involucro con il denaro nel contenitore, successivamente sequestrato durante la perquisizione.
“Seimila euro? Non è caro”
Nell’inchiesta compare anche la valutazione delle somme richieste per le presunte attività di intermediazione. In una conversazione, un imprenditore commenterebbe una richiesta di seimila euro sostenendo che non fosse una cifra elevata rispetto a ciò che sarebbe stato ottenuto. Gli investigatori stanno ricostruendo il ruolo dei diversi soggetti coinvolti e la destinazione delle somme. L’inchiesta della Procura di Palermo si basa su intercettazioni, immagini della Squadra mobile e altri elementi raccolti nel corso delle indagini. Per Armao e Matta i pm hanno chiesto al gip l’applicazione della custodia cautelare in carcere e la sospensione dagli incarichi per un anno; per altri indagati sono state avanzate richieste diverse.