I parchi giochi di Partanna nel mirino dei vandali. Atteggiamenti ripetuti di inciviltà, che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Li Vigni ha deciso di denunciare, attraverso un esposto presentato al locale Comando dei carabinieri, per risalire all’identità degli ignoti responsabili di due recenti episodi ripresi dalle videocamere comunali di sorveglianza. L’episodio più recente riguarda il danneggiamento avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsa del parco giochi di piazza Umberto I, in pieno centro storico, dove in particolare sono state rotte parti dello scivolo e del dondolo a molla. Nelle settimane scorse, invece, a venire spezzata in due parti era stata una delle panchine in pietra presente nelle vicinanze del parco giochi di via Antonio Gramsci, dove le manomissioni dell’arredo pubblico sono purtroppo reiterate.

In entrambi i casi tutto è stato registrato dagli impianti di videosorveglianza presenti. Perciò l’amministrazione comunale si è detta disponibile a consegnare i relativi filmati alle autorità competenti, affinché venga dato un nome a coloro che si sono resi responsabili dei fatti denunciati. “Non possiamo considerare questi episodi come semplici ragazzate – sottolinea il sindaco Francesco Li Vigni –. Quando vengono danneggiati giochi, panchine o altri beni comunali, a essere colpita è tutta la comunità, perché si tratta di strutture acquistate con risorse pubbliche e destinate a essere utilizzate da tutti. Abbiamo il dovere di tutelare il patrimonio della città, e per questo forniremo alle autorità competenti tutti gli elementi utili alle indagini. Ci auguriamo che sia possibile individuare i responsabili, e che sulla scorta di ciò episodi di questo genere non si ripetano”. “Ogni qual volta siamo costretti a intervenire per riparare ciò che qualcuno ha danneggiato, sottraiamo risorse ed energie ad altri interventi che potremmo realizzare per migliorare la città – aggiunge Luca Triolo, assessore comunale con delega alla Manutenzione –. Per questo accanto ai controlli serve un profondo lavoro di educazione al rispetto degli spazi comuni, a partire dai più giovani”.