Fabrizio Giuffrida 30 Ottobre 2026, 06:01 ROMA – “Il turismo italiano macina record. È un...
ROMA – “Il turismo italiano macina record. È un comparto che crea occupazione, sostiene le imprese e genera valore sui territori: per ogni euro investito ne restituisce 2,4 all’economia italiana. I numeri confermano che investire nel turismo significa credere nella crescita della Nazione”. Parole del ministro Gianmarco Mazzi, che nei giorni scorsi, in occasione dell’evento intitolato “Italia è economia del turismo” ha fatto il punto sui risultati del comparto durante il Governo Meloni.
A raccontare il turismo italiano secondo l’Esecutivo retto da Giorgia Meloni un lungo report che ha messo in evidenza i punti forti del comparto in dieci punti: dal vecchio ma sempre caro concetto di destagionalizzazione fino al rinnovato appeal del nostro Paese a livello internazionale.
Gli investimenti del Governo Meloni nel turismo italiano
“In quattro anni di Governo Meloni – si legge in una nota del Ministero – il turismo è tornato al centro delle politiche nazionali, affermandosi come settore strategico per la crescita, l’occupazione e lo sviluppo dei territori. Il Ministero del Turismo ha stanziato oltre 4 miliardi di euro per sostenere le imprese, migliorare la qualità dell’offerta e accompagnare la filiera nelle transizioni digitale e sostenibile. I risultati confermano l’efficacia della strategia”.
Lo scorso anno, secondo i numeri diffusi nella nota in questione, è stato centrato il massimo storico di 160,7 milioni di arrivi e 535,5 milioni di presenze. Un trend confermato anche nei primi nove mesi del 2026 con quello che è stato definito “l’eccezionale risultato” di 523,7 milioni di presenze. Numeri che consentono all’Italia di superare Francia e Spagna, raggiungendo in questo modo uno storico primato europeo. Nel confronto con il 2019, anno precedente alla pandemia, si contano 29,4 milioni di arrivi e 98,7 milioni di presenze in più, mentre la spesa dei visitatori stranieri ha toccato i 57 miliardi di euro, con un saldo positivo di 22,7 miliardi. “Il settore – hanno sottolineato ancora dal Ministero – tra effetti diretti e indiretti, vale il 13% del Pil e occupa oltre 3,3 milioni di persone. Particolarmente significativo è il primo posto in Europa per competitività turistica regionale”.
Piano strategico del turismo 2023-2027 e investimenti nei territori
Nella relazione è stato anche messo in evidenza quanto fatto in attuazione del Piano strategico del turismo 2023-2027, che ha voluto sviluppare il comparto puntando su qualità, destagionalizzazione e diversificazione. Il Ministero ha ricordato un investimento di oltre 700 milioni di euro per montagna, siti Unesco, cammini, borghi e sostenibilità. Soltanto per il turismo all’aria aperta sono stati finanziati 152 progetti in 169 Comuni, con la realizzazione o la riqualificazione di 4.375 stalli per camper. Gli investimenti nei territori hanno prodotto, secondo i dati diffusi dal Governo, un effetto moltiplicatore incisivo: il Fondo per i piccoli Comuni ha generato 3,07 euro di valore economico per ogni euro pubblico investito. Per le aree di sosta, i 25,76 milioni stanziati hanno attivato un impatto economico complessivo di 373,8 milioni, pari a circa 14,5 euro per ogni euro investito, attraverso 152 progetti, 170 Comuni e oltre 4.450 nuove piazzole. In questi anni l’Italia si è affermata come prima destinazione europea per la spesa tax free dei visitatori extra-Ue. Siamo primi in Europa nel contrasto alle false recensioni, nella tutela di imprese e consumatori e nella reputazione di meta più sicura per i turisti internazionali.
Turismo e occupazione: bonus, mance e alloggi per i lavoratori
Numeri che, ovviamente, hanno avuto ricadute economiche importanti, anche sul fronte occupazionale. Dal Ministero è stato ricordato il bonus del 15% per il lavoro notturno e festivo, la detassazione delle mance al 5% e il primo piano dedicato alle staff house, ossia agli alloggi per i lavoratori del turismo, finanziato con 120 milioni di euro. Senza dimenticare la riforma delle guide turistiche.
Digitalizzazione del turismo: Italia.it e Codice identificativo nazionale
Altro aspetto importante, quello della digitalizzazione, con Italia.it che si è riuscito ad affermare come primo portale turistico d’Europa. “Con il Tourism Digital Hub – hanno spiegato dal Ministero – sono stati coinvolti oltre 38 mila operatori e raccolti più di 50 mila contenuti e 30 mila offerte turistiche. Parallelamente, la Banca dati delle strutture ricettive e il Codice identificativo nazionale hanno rafforzato trasparenza e legalità: 735 mila le strutture registrate e 667 mila i Cin rilasciati”.
Turismo in Italia, restano le differenze tra le Regioni
Un quadro, insomma, più che lusinghiero. Ma poiché bisogna sempre tendere a migliorarsi, non si può sottolineare ciò che ancora penalizza il comparto turistico nazionale. Se infatti le performance sono estremamente positive, è necessario però volgere lo sguardo al futuro, pensando a come eliminare le differenze territoriali che, tanto in questo settore come in molti altri, continuano a raccontare di una nazione spaccata. Alcune regioni, infatti, sono da sempre al top, mentre altre, nonostante le potenzialità enormi, non riescono a spiccare il volo come potrebbero.
