Michele Giuliano 17 Settembre 2026, 06:37 PALERMO – La Sicilia riaccelera sui mercati esteri nel...
PALERMO – La Sicilia riaccelera sui mercati esteri nel primo semestre del 2026 e, dopo un 2025 molto difficile e un avvio d’anno ancora negativo, riesce a riportare in territorio positivo la dinamica delle esportazioni. È questo il dato più importante che emerge dall’indagine Istat relativa alle esportazioni regionali per settore di attività economica: tra gennaio e giugno 2026 la quota della Sicilia sull’export italiano complessivo sale dall’1,96% del primo semestre 2025 al 2,01%, mentre le esportazioni regionali aumentano del 7,4% su base annua, contro il +4,5% dell’Italia.
Export siciliano, la ripresa dopo il calo del 2025
È un risultato significativo soprattutto perché arriva dopo una fase particolarmente negativa. Nel complesso del 2025 la Sicilia aveva chiuso con una contrazione dell’export del 10,8%, mentre nel primo trimestre del 2026 il calo tendenziale era stato ancora più pesante, pari al -18,1%.
In termini monetari, utilizzando il totale nazionale di 337,23 miliardi di euro registrato dall’Istat nei primi sei mesi del 2026 e la quota siciliana del 2,01%, l’export dell’Isola può essere stimato in circa 6,8 miliardi di euro, rispetto a poco più di 6,3 miliardi nello stesso periodo del 2025. Si tratta di un incremento nell’ordine di mezzo miliardo di euro. La stima deriva dal rapporto tra la quota regionale e il totale nazionale.
Sicilia sopra la media italiana per esportazioni
Il confronto con il resto del Paese è particolarmente interessante. L’Italia nel primo semestre è cresciuta del 4,5%, quindi la Sicilia ha fatto meglio della media nazionale di quasi tre punti percentuali. Non significa però che l’economia regionale abbia improvvisamente raggiunto una struttura produttiva simile a quella delle grandi regioni industriali del Nord.
Al contrario, i dati mostrano quanto l’andamento siciliano resti fortemente legato ad alcuni comparti specifici e, soprattutto, a quello energetico.
Petrolio e prodotti raffinati trainano l’export della Sicilia
Il caso più evidente è rappresentato dal coke e dai prodotti petroliferi raffinati. La Sicilia pesa per ben il 46% dell’export nazionale di questo settore, contro il 42,9% del primo semestre 2025. Nello stesso periodo le vendite siciliane del comparto aumentano del 32,4%, mentre a livello italiano la crescita è del 23,3%. È un dato enorme: quasi un euro su due esportato dall’Italia in questa categoria ha origine in Sicilia.
Ma quando aumenta il valore delle esportazioni petrolifere, infatti, l’impatto sul totale regionale è molto elevato. Ed è proprio questo il punto che invita a leggere il +7,4% con cautela: si tratta di un segnale positivo, ma ancora fortemente condizionato dalla composizione dell’export.
Sicilia, boom dell’export di minerali e prodotti delle cave
Non è però soltanto il petrolio a muoversi. Un altro dato molto significativo riguarda i prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, la cui quota siciliana sul totale nazionale passa dall’1,74% al 3,87%, con una crescita tendenziale addirittura del 141,96%, contro il +8,6% dell’Italia.
Export agricolo siciliano sopra la media nazionale
Anche il settore agricolo presenta un dato favorevole. La Sicilia rappresenta il 7,94% dell’export italiano di prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, in crescita dal 7,68% del 2025, mentre le esportazioni del comparto regionale aumentano del 5,4%, a fronte del +1,9% nazionale.
Questo è uno degli elementi più interessanti perché mostra una specializzazione siciliana nell’agroalimentare e nelle produzioni primarie che continua a mantenere un peso nazionale superiore a quello dell’export complessivo dell’Isola. Il quadro cambia, però, quando si guarda alla trasformazione industriale e ai comparti a maggior contenuto tecnologico. La Sicilia rappresenta appena l’1,94% dell’export manifatturiero italiano, dal 1,89% del 2025, con una crescita del 7,1% superiore al +4,3% nazionale.
Export manifatturiero Sicilia, il crollo dei mezzi di trasporto
Il dato più impressionante è però quello dei mezzi di trasporto, che in Sicilia crollano dell’85,6%, a fronte di una crescita nazionale del 2,3%. Anche gli autoveicoli diminuiscono del 37,5%, mentre a livello italiano aumentano dell’8,2%.
Un altro segnale negativo arriva dagli alimentari, dalle bevande e dal tabacco: il comparto registra una diminuzione del 7,8%, nonostante a livello nazionale sia leggermente cresciuto (+0,7%). Anche il comparto della gomma e della lavorazione di minerali non metalliferi perde il 6,4%, mentre l’Italia cresce dell’1,6%.
Il risultato complessivo è positivo, ma nasce da una combinazione molto diversa rispetto a quella delle regioni che trainano strutturalmente l’export italiano.
