È una delle sedute più delicate dell’attuale consiliatura quella in programma questa sera a Palazzo Cavarretta. Il Consiglio comunale di Trapani è chiamato a pronunciarsi sulla decadenza di cinque consiglieri della maggioranza: Giovanni Parisi, Marzia Patti, Andrea Genco, Angela Grignano e Vincenzo Guaiana. Il procedimento nasce dalle assenze alle tre sedute consecutive del 22 e 23 ottobre 2025, convocate per discutere della vicenda PalaShark. Inizialmente gli assenti erano otto, ma le posizioni di Salvatore Braschi, Claudia La Barbera e Giovanni Carpinteri sono state successivamente archiviate.
Ora restano cinque proposte di delibera, che saranno esaminate nella stessa seduta: la 4718 per Parisi, la 4719 per Patti, la 4720 per Genco, la 4721 per Grignano e la 4722 per Guaiana.
Il vero elemento politico della serata sarà però la sequenza delle votazioni. Il consigliere interessato non potrà infatti partecipare al voto sulla propria decadenza. Di conseguenza, ogni eventuale decadenza potrebbe modificare il numero dei votanti per la deliberazione successiva. La prima votazione, dunque, potrebbe incidere direttamente sulle condizioni nelle quali si svolgeranno le successive. Una sorta di effetto domino che rende particolarmente delicata la matematica dell’aula. A complicare ulteriormente il quadro c’è la questione delle modalità di voto. La maggioranza ha chiesto il voto palese per appello nominale, mentre il regolamento prevede lo scrutinio segreto per le deliberazioni riguardanti persone. Anche questo aspetto potrebbe diventare oggetto di confronto prima dell’esame delle singole posizioni.
In gioco non c’è soltanto la permanenza in Consiglio dei cinque esponenti. Eventuali decadenze modificherebbero la composizione dell’aula e aprirebbero la strada alle successive surroghe, con l’ingresso dei primi dei non eletti secondo le procedure previste dalla legge. I cinque consiglieri hanno inoltre già annunciato l’intenzione di impugnare eventuali provvedimenti di decadenza davanti al TAR. Per questo la seduta di questa sera potrebbe rappresentare soltanto il primo atto di una vicenda destinata a proseguire, dentro e fuori Palazzo Cavarretta.