Salvatore Rocca 21 Ottobre 2026, 13:00 PALERMO – Non sono serviti quattro anni di Governo...
PALERMO – Non sono serviti quattro anni di Governo Meloni a migliorare le condizioni di migliaia di italiani che vivono tra rinunce e stenti. Anzi, soprattutto al Meridione, i poveri continuano a essere poveri come nel 2022 – se non di più -, quando l’esecutivo prese in mano un Paese tumefatto dall’emergenza Covid-19. E oggi, quel Paese sembra avere fatto il passo del gambero.
Povertà in Italia, i dati Istat dopo quattro anni di Governo Meloni
Nel 2025, secondo le stime dell’Istat, gli individui in povertà assoluta sono 5,4 milioni, con 2,1 milioni di famiglie che non riescono a reggersi economicamente. Una discesa misera, quasi impercettibile rispetto ai 5,6 milioni di persone e 2,18 milioni di famiglie conteggiate nel 2022, che rivela invece una cristallizzazione della povertà nel quotidiano. E al Sud, come anticipato, la povertà morde “come un cane che non conosce padrone” – si direbbe dalle nostre parti – e si radicalizza coinvolgendo ancora 813 mila famiglie, “il 9,6% dei residenti nella ripartizione”, dice l’Istat. Più delle altre aree del Paese. Ma non bisogna fermarsi esclusivamente al “macrodato”. Serve, infatti, scendere nel dettaglio per osservare le vere ferite del Meridione.
Sicilia e Sardegna, l’intensità della povertà resta la più alta
Guardando alla percentuale relativa all’intensità della povertà assoluta familiare, se è vero che nel 2022 l’Istat segnava, nelle Isole, un dato pari al 20%, nel 2025 la condizione continua comunque a rimanere grave alla luce del 19% rilevato: il dato più alto del Paese. Ma un punto percentuale in meno rispetto al 2022 è un dato in leggero miglioramento, si dirà. Certamente, in termini statistici. Tuttavia, rappresenta pur sempre un campanello d’allarme se si considera che il valore aggiornato all’ultimo anno di Sicilia e Sardegna si avvicina al 19,2% registrato nel 2021 (con il Paese ancora in piena emergenza Coronavirus), suggerendo un ritorno agli stessi livelli del periodo. In più, tale dato figura già in evidente peggioramento di due punti percentuali rispetto al 2024, quando il valore era sceso al 17%. Insomma, nelle Isole maggiori del Paese le famiglie continuano a essere povere e nel 2025, per giunta, lo sono più dell’anno precedente. E l’andamento getta ombre sul futuro.
Povertà assoluta individuale in Sicilia, i dati del 2025
Anche il dato dell’incidenza della povertà assoluta individuale è in linea con i valori di quel periodo. Sempre in Sicilia e Sardegna, nel 2022, il calcolo era pari all’11,3%, mentre nel 2025 le stime parlano dell’11,4%, sebbene – va comunque sottolineato – sia in calo rispetto al 13,4% del 2024. Nel concreto, per comprendere lo stato di deprivazione al Sud – e in particolare in Sicilia – basta considerare il trend dell’indicatore di spesa per consumi dell’Isola.
Prendendo in esame il nostro territorio, nel 2025 per un individuo adulto tra i 30 e i 59 anni che risiede in un centro urbano di Area metropolitana in Sicilia, la soglia è pari a 773,25 euro mensili. Ciò vuol dire, secondo l’Istat, che al di sotto di questa cifra nell’Isola non è possibile acquistare il paniere di beni o servizi essenziali “per evitare gravi forme di esclusione sociale”. Nel 2022, la cifra nello stesso contesto territoriale era pari a 762,02 euro mensili.
Minori in povertà assoluta, il Mezzogiorno resta in difficoltà
Più in profondità, il Mezzogiorno rivela ancora una volta tutte le proprie fratture quando si prendono in considerazione alcune tra le categorie più “fragili” del Paese. Parliamo dei minori, delle famiglie che non posseggono una casa di proprietà e degli stranieri. Nel 2025 la povertà assoluta continua a coinvolgere una larga fetta di under 18, oltre un milione e 136 mila minori (il 12,5% dei minori residenti), con un picco di 15,2% al Sud.
Una percentuale che arretra soltanto di pochi decimali rispetto al 2022, quando il dato era stimato al 15,9%, ma che nasconde un “sottoinsieme” preoccupante di un’incidenza di povertà assoluta più elevata nei Comuni centro delle Aree metropolitane per le famiglie con minori rispetto ad altre tipologie comunali. In questi ambienti, il valore nel 2025 segna il 13,4%, in risalita rispetto al 2022 quando l’Italia ereditata dal Governo Meloni contava un’incidenza al 12,3% per questi nuclei familiari.
Famiglie in affitto e povertà assoluta in Italia
E ancora le famiglie, come detto, rappresentano uno dei nervi scoperti per le politiche adottate in questi ultimi anni da Palazzo Chigi. Dal 2022 al 2025 è cresciuto in Italia il numero dei nuclei che pagano l’affitto per l’abitazione in cui vivono, passando dal 17,6% di quattro anni fa al più recente 18,1%.
Nello stesso arco di tempo è aumentato anche il numero delle famiglie classificate come “povere” che vivono in affitto: da 983 mila a 999 mila. Insomma, quasi una famiglia su cinque in Italia non ha una casa di proprietà e un milione di esse si trova in condizione di povertà assoluta. Ancora una volta l’area più sacrificata del Paese è il Mezzogiorno, con il 22,4% delle famiglie coinvolte. Percentuale che rimane ancora alta nonostante nel 2022 il valore fosse al 24,1%. Invece, dopo quattro anni di Governo Meloni è peggiorata l’incidenza di povertà assoluta se la persona di riferimento ha tra i 45 e i 54 anni di età: 26,2%. Le stesse, nel 2022, erano calcolate al 24,7%.
Povertà tra gli stranieri al Sud, la situazione peggiora
Capitolo stranieri. In quattro anni non è migliorata la condizione delle famiglie con soli stranieri in povertà al Sud. Anzi, è addirittura peggiorata. Nel 2022 tali nuclei familiari in situazione di difficoltà economica erano stimati al 35,7%, mentre nel 2025 l’incidenza è aumentata al 36,3%. Per entrambi gli anni di riferimento si tratta di percentuali quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani.
