Pa, inefficienza e corruzione a braccetto

Carlo Alberto Tregua

Pa, inefficienza e corruzione a braccetto

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Carlo Alberto Tregua |
mercoledì 29 luglio 2026 - 5:30
Pa, inefficienza e corruzione a braccetto

dipendente burocrazia pubblica amministrazione Carlo Alberto Tregua 29 Luglio 2026, 07:30 L’inefficienza della Pubblica amministrazione...

29 Luglio 2026, 07:30

L’inefficienza della Pubblica amministrazione deriva dalla cattiva gestione della stessa, perché è lapalissiano che se una struttura è bene amministrata è anche efficiente: una sorta di corrispondenza biunivoca.

Dunque, una buona amministrazione si ottiene quando tutti i meccanismi sono oleati e funzionano sulla base di un’organizzazione cadenzata come la musica.

Anche in questo caso richiamiamo per l’ennesima volta lo sport, nel quale gli atleti ben preparati e ben allenati ottengono risultati che altri, senza i predetti requisiti, non riescono a conseguire.

Perché a qualcuno conviene una Pa disamministrata

Quanto precede non vi sembri un gioco di parole, ma riflette per filo e per segno la realtà; quella realtà che il ceto politico-istituzionale non vuole vedere, in parte perché è ignorante – nel senso che ignora i meccanismi efficienti – e in parte (non sappiamo se minoritaria o maggioritaria) perché gli conviene avere un’amministrazione disamministrata. Perché gli conviene? Per la semplice ragione che dove c’è caos subentra inevitabilmente la cultura del favore.

Imprese di qualunque tipo che hanno bisogno di approvazioni, di istanze e di documentazioni, i cui ritardi sono macroscopici, ricorrono alla richiesta del favore proprio per tali ritardi; gente che vuole essere promossa o indicata per occupare poltrone di vario tipo, in modo da alimentare il “poltronismo”, gente incapace che non potrebbe mai occupare i posti cui aspira. La cultura del favore è quella raccomandazione deleteria che manda gli incapaci nei posti di responsabilità o anche in quelli sottoposti.

Corruzione e mazzette nella Pa: dove niente funziona i ladri prosperano

Dentro la cattiva amministrazione si annida anche la corruzione, perché le mazzette viaggiano a tutto andare per fare “camminare” le pratiche, per ottenere autorizzazioni che non si potrebbero ottenere e per compiere altri atti contro l’interesse pubblico, che vengono approvati mentre dovrebbero essere respinti.

Dove niente funziona, nella Pa, la corruzione è estesa, grave e disgregante. Qualora invece essa funzionasse bene, ripetiamo, con cadenza musicale, ladri, corrotti, corruttori e altri soggetti nefasti verrebbero scoperti ed emarginati.

Lobby senza legge in Italia: ciarlatani e imbroglioni accreditati senza registri né obblighi

La cattiva amministrazione ha fatto fiorire una serie di lobby. La relativa attività di queste ultime in Italia non è disciplinata per legge, cosicché vi sono ciarlatani e imbroglioni che si accreditano con l’etichetta di lobbisti.

Abbiamo a caso rilevato da una Camera di commercio l’oggetto di una delle tante imprese che fanno lobby: “Gestione e accreditamento di rapporti istituzionali: con autorità, agenzie, enti pubblici di qualunque livello; tale attività svolta da soggetti con alta professionalità ed esperienza”.

Dal testo che precede ognuno delle cortesi lettrici e dei cortesi lettori potrà dedurre quale sia questa attività. A noi sembra evidente: produrre favori verso il pagamento di “onorari”.

Purtroppo, ripetiamo, l’attività di lobby non è disciplinata per legge, come avviene negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, ove esistono dei registri nei quali obbligatoriamente esse si devono iscrivere, osservando principi deontologici che nulla hanno a che fare con la corruzione. Al contrario, l’iscrizione alla Camera di commercio non comporta nessuno di tutti questi obblighi, per cui è consentito ogni arbitrio.

Da Mani pulite al Mattarellum: la corruzione ha ripreso quota con il nuovo secolo

L’estesa corruzione, con la complicità della Pa (senza cui non potrebbe esistere), è stata il fallimento della vecchia classe politica, la quale fu rasa a zero (in parte) dal pool Mani pulite e dai giudici che emisero le sentenze di condanna.

Dal 1994, con la riforma elettorale detta Mattarellum, le cose sono un po’ migliorate, ma con l’ingresso del nuovo secolo la discesa è ricominciata e oggi cattiva amministrazione e corruzione vanno a braccetto, alimentate dalla cultura del favore.

Tutti i Governi da quella data a oggi hanno tentato di riformare la Pa, ma non ci sono riusciti per il semplice motivo che non hanno avuto la competenza e la forza etica di imporre meccanismi matematici di funzionamento basati su merito e produttività.

“Premi e punizioni” ha scritto Piero Angela in un libro che si dovrebbe leggere e attuare costantemente!

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  • Editoriale

Fonte: QdS.it