Omicidio Agata Scuto, a Catania il processo bis : tensioni in aula

Emanuela La Mela

Omicidio Agata Scuto, a Catania il processo bis : tensioni in aula

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Emanuela La Mela |
mercoledì 28 ottobre 2026 - 20:04
Omicidio Agata Scuto, a Catania il processo bis : tensioni in aula

Foto di Ray_Shrewsberry da PixabayGiustizia - tribunale - processo o sentenza - Foto di Ray_Shrewsberry...

28 Ottobre 2026, 21:04

È iniziato davanti alla Corte d’assise d’appello di Catania il nuovo giudizio a carico di Rosario Palermo, 65 anni, accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Agata Scuto, scomparsa ad Acireale il 4 giugno 2012, quando aveva 22 anni. La giovane era affetta dalla nascita da una disabilità cognitiva e da epilessia.

Il processo bis arriva dopo la decisione della Corte di Cassazione, che lo scorso maggio aveva annullato con rinvio la precedente sentenza d’appello, disponendo un nuovo esame della vicenda.

l caso di Agata Scuto, dalla scomparsa alle condanne

Rosario Palermo era stato condannato all’ergastolo sia in primo grado sia in appello. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo avrebbe ucciso la giovane per impedire che venisse alla luce una presunta relazione segreta tra loro e che si scoprisse una presunta gravidanza.

L’inchiesta era partita nel 2020, dopo una segnalazione anonima arrivata alla trasmissione televisiva di Rai Tre ‘Chi l’ha visto?‘. Palermo, arrestato nel 2022, avrebbe strangolato la ragazza per poi bruciarne il corpo nelle campagne di Pachino, nel Siracusano. Il cadavere di Agata non è mai stato ritrovato, nonostante le ricerche condotte dai carabinieri.

Con l’annullamento della sentenza da parte della Cassazione, la vicenda giudiziaria torna dunque davanti ai giudici catanesi, chiamati a celebrare un nuovo processo d’appello.

Tensioni in tribunale tra il padre e lo zio della vittima

L’avvio dell’udienza è stato preceduto da momenti di tensione all’interno del palazzo di giustizia. Si sono incontrati Salvatore Scuto, padre di Agata, accompagnato dal figlio Gianluca, e Daniele Scuto, zio della giovane.

Tra i due fratelli ci sarebbe un contrasto legato alla possibilità per il padre della vittima di costituirsi parte civile nel procedimento. Lo zio ha contestato le sue motivazioni, ipotizzando un interesse economico. “Sono stato insultato e spintonato”, ha riferito Daniele Scuto.

La situazione ha richiesto l’intervento dei carabinieri, chiamati a riportare la calma prima dell’udienza.

La richiesta di parte civile e gli accertamenti sui tempi di percorrenza

Nel corso dell’udienza, Salvatore Scuto ha chiesto di essere ammesso come parte civile nel processo. La Corte non ha accolto la richiesta, secondo quanto riferito nel resoconto dell’udienza.

Un altro punto affrontato riguarda gli spostamenti dell’imputato nel giorno della scomparsa di Agata. Il procuratore generale Antonino Nicastro ha chiesto di verificare i tempi di percorrenza tra l’abitazione della giovane e le campagne di Scordia, nel Catanese, dove Palermo avrebbe dichiarato di trovarsi quel giorno.

La Corte si è riservata di decidere sulla richiesta. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Giuseppe Lo Presti, si è opposto all’accertamento.

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Fonte: QdS.it