Fruitimprese: con stop trasporti al Sud situazione drammatica

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Fruitimprese: con stop trasporti al Sud situazione drammatica

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mercoledì 21 ottobre 2026 - 10:30
Fruitimprese: con stop trasporti al Sud situazione drammatica

Redazione 21 Ottobre 2026, 12:30 Roma, 21 ott. (askanews) – La situazione dei trasporti al...

21 Ottobre 2026, 12:30

Roma, 21 ott. (askanews) – La situazione dei trasporti al Sud è fuori controllo e le speranze di una composizione della vertenza che doveva seguire agli incontri di ieri tra il governo e la galassia delle associazioni dei trasportatori sono state disattese. Lo sottolinea in una nota Fruitimprese, l’associazione delle imprese ortofrutticole.

Da giorni i produttori e le aziende del settore subiscono gli effetti di una protesta, “che non contestiamo nel merito, anche se – spiega il presidente Marco Salvi – i vettori sono tutelati dall’obbligo di adeguamento dei contratti di trasporto al costo del carburante non appena vi sono oscillazioni superiori al 2%, il cosiddetto Fuel Surcharge, ma nella totale mancanza di una strategia che, pur facendo salve le legittime rivendicazioni, tuteli gli altri settori produttivi e soprattutto rispetti l’ordine pubblico”.

Il richiamo è al senso di responsabilità delle istituzioni e delle associazioni di categoria dei trasportatori. “Al Sud è in atto una corsa al massacro e a creare il maggior danno possibile ai cittadini. Si bloccano le forniture di prodotto fresco per far trovare gli scaffali vuoti sui punti vendita. Tuttavia, i danni al settore ortofrutticolo non si limitano ad una semplice mancata fornitura, chi decide di fermare i trasporti deve sapere che bloccando i camion che vanno dalla campagna al centro di condizionamento il prodotto è perduto”, aggiunge Salvi.

Si pensi alle insalate della Piana del Sele che non arrivano nei magazzini refrigerati, alle clementine e ai kiwi calabresi, per non parlare dell’uva pugliese e siciliana, tutti prodotti che hanno un valore economico e che verranno lasciati sulle piante. Per i kiwi si calcolano oltre 40.000 tonnellate di prodotto a rischio distruzione, soprattutto le varietà gialle per le quali i produttori hanno lavorato un intero anno e ci sono consegne programmate di uva senza semi di alta qualità che andranno disattese.

“I danni sono ingentissimi e ammontano già a centinaia di milioni di euro, anche perché il prodotto presente nelle celle perde continuamente di valore; con la distribuzione che si sta sempre più rivolgendo ai mercati esteri, vanificando, di fatto, l’obiettivo di lasciare i cittadini senza il prodotto fresco. E’ in questi momenti che lo Stato deve far sentire la propria presenza, chiediamo la creazione di corridoi privilegiati per il transito del prodotto deperibile e ci stiamo attivando con le Prefetture competenti”.

“Sono parte della protesta anche numerosi agricoltori – conclude Salvi – e a loro va la nostra solidarietà, ma proprio in nome di questa va posto un freno ad una situazione che non può proseguire in questi termini, ne va del futuro di un settore fondamentale come quello ortofrutticolo che dà lavoro e reddito a migliaia di famiglie”.

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  • Askanews

Fonte: QdS.it