Rendering del progettoCorso Martiri della Libertà a Catania, rendering del progetto (2) Antonio Leo 17...
CATANIA – Da quando la nuova proposta di masterplan per il Corso dei Martiri della libertà è stata illustrata in Consiglio comunale, in città si è acceso un inevitabile dibattito che vede coinvolti, a vario titolo, favorevoli, contrari e scettici (le cui tesi sono rese particolarmente robuste da circa settant’anni di inerzia totale, al netto delle promesse).
Corso Martiri Catania, il nuovo masterplan e il dibattito in città
A Palazzo degli Elefanti l’architetto Marco Casamonti, peraltro professore all’Università di Genova che ha ricevuto l’incarico dall’Istica San Berillo, ha ovviamente fatto il suo: provare a convincere la platea di consiglieri, giornalisti e stakeholder della bontà di un progetto che, soppiantando quello di Mario Cucinella, mantiene pressoché inalterate le volumetrie con una variante specifica chiesta dall’Amministrazione: ridurre gli spazi destinati al commercio, già abbondanti nella seconda città europea per densità di centri commerciali, e sostituirli con “strutture alberghiere a quattro e cinque stelle, parcheggi sotterranei e un centro congressuale capace di ospitare fino a tremila persone, così da rilanciare il turismo congressuale”.
Più volte, nel corso del suo intervento, Casamonti ha parlato di “parco abitato” mentre scorrevano sui maxi schermi della sala consiliare i render del nuovo Corso dei Martiri che, nelle intenzioni, apparirà come “una naturale prosecuzione della città storica, con nuovi edifici immersi nel verde”. Forse perché quando si parla di “Parco” viene in mente Sempione a Milano o Villa Borghese a Roma, ad alcuni è sembrata una natura un po’ “povera” quella lasciata a decorare gli spazi vuoti. Più convincente e realista l’idea che l’ombra verrà ricavata nelle corti tra un edificio e l’altro.
Corso dei Martiri, le aree sono ancora di proprietà privata
Ma ovviamente i giudizi lasciano il tempo che trovano di fronte a un dato incontrovertibile, ad oggi: le aree appartengono a dei privati che, pur nel confronto con il Comune, soprattutto per gli inevitabili impatti sulla viabilità, hanno pieno titolo a disporne. E qui si innesta un’altra parte del dibattito che anche il Quotidiano di Sicilia ha voluto alimentare in tempi non sospetti.
Esproprio Corso Martiri, la proposta avanzata dal sindaco Trantino
Nel 2024 si era fatta strada un’idea alternativa per risanare l’antica ferita ed averla avanzata era stato nientedimeno che il primo cittadino. Nel corso del congresso provinciale di Forza Italia, rivolgendosi all’allore assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, Trantino chiedeva una scelta coraggiosa per “passare alla storia”: l’esproprio delle aree. Una soluzione che sarebbe costata, calcoli del sindaco alla mano (da aggiornare con l’inflazione, si capisce), circa 250 milioni di euro.
Un’idea che ben presto però, a dire del sindaco, si sarebbe rivelata non percorribile. “Non si può fare perché ci costringerebbero a pagare una cifra sconsiderata – ha dichiarato Trantino nel corso del forum al Quotidiano di Sicilia pubblicato il 2 ottobre 2025 -. Abbiamo fatto un timido passaggio con il Ministero per comprarci due aree che appartengono a Risanamento San Berillo, ma è un’idea che non sto portando avanti perché creerebbe un conflitto con l’altro gruppo e difficoltà nella gestione. Il nostro interesse è che si faccia”.
Corso Martiri Catania, il progetto resta aperto alla partecipazione
Come ha spiegato, però, lo stesso sindaco quello presentato al Comune non è ancora “un progetto esecutivo, ma un percorso aperto alla partecipazione pubblica e suscettibile di ulteriori modifiche sulla base delle osservazioni della comunità”. Che già si sta mobilitando. Un momento di confronto, dal basso, è quello promosso per domenica 4 ottobre dal giovane urbanista e attivista Marco Cutispoto: “Il futuro di Corso Martiri della Libertà non può essere deciso solo da privati, senza tener conto di chi abita a Catania, delle sue reali necessità e delle conseguenze che un progetto di queste dimensioni avrà sulle aree limitrofe e sull’intera città”, ha dichiarato Cutispoto. L’assemblea, dal titolo “Un vero parco abitato è possibile” si terrà alle ore 17:30 in piazza Giovanni Falcone e vuole essere un momento di ascolto e di proposta aperto alla cittadinanza. “L’obiettivo è avviare un ragionamento collettivo su un’alternativa concreta – ha spiegato ancora Cutispoto -: un’infrastruttura verde progettata come dispositivo antisismico, sul modello dei disaster park giapponesi, e finanziata come tale attraverso un mix di risorse regionali e nazionali di protezione civile per le attività di prevenzione, di competenza del Dipartimento della protezione civile e del Ministro Nello Musumeci. Un parco così concepito avrebbe una doppia funzione: garantire un’area di raccolta strategica in caso di evento sismico di grande entità e restituire alla città una vasta superficie verde, utile a contrastare ondate di calore sempre più intense, oltre a dotare la città di uno spazio pubblico aperto a tutta la collettività”.
Un parco urbano antisismico per Corso Martiri
Al di là del merito e della fattibilità, appare inevitabile partire da un percorso di confronto soprattutto con le realtà che operano in città e che spesso sono animate da giovani. Dall’associazione “Trame di quartiere” che ha ridato vita ai vicoli di San Berillo fino ai “pirati” di Salmastra che chiedono un futuro diverso per il Caito e in generale per la costa catanese, soltanto per citarne due. Catania solo così può crescere, dialogando.
