Catania, l’esperto: “Corso dei Martiri? Positivo l’addio al megacentro commerciale, ma restano criticità”

Claudio Grillo

Catania, l’esperto: “Corso dei Martiri? Positivo l’addio al megacentro commerciale, ma restano criticità”

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Claudio Grillo |
giovedì 17 settembre 2026 - 4:43
Catania, l’esperto: “Corso dei Martiri? Positivo l’addio al megacentro commerciale, ma restano criticità”

Corso Martiri della Libertà Catania, il progetto. Foto Comune di Catania Claudio Grillo 17 Settembre...

17 Settembre 2026, 06:43

La riqualificazione della zona di Corso dei Martiri della Libertà a Catania è tornata in questi giorni al centro del dibattito pubblico. L’8 settembre, nell’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti, è stata presentata “Un parco abitato”, la nuova proposta di completamento dell’area illustrata dall’architetto Marco Casamonti, incaricato da Istica San Berillo. Il masterplan prevede un grande asse pedonale centrale, spazi verdi e nuove residenze, affiancati da attività commerciali e di ristorazione, strutture ricettive per una clientela alto-spendente e un centro congressi da circa tremila posti. Ma quanto questa trasformazione potrà effettivamente restituire alla città? Per Francesco Martinico, professore ordinario di Urbanistica all’Università di Catania, il nuovo progetto segna una discontinuità positiva rispetto al passato, ma lascia aperte alcune questioni.

Corso dei Martiri Catania, il nuovo progetto

Professor Martinico, come valuta il nuovo progetto presentato in Consiglio comunale?
“Rispetto al progetto di Cucinella, una cosa positiva è che sia stata abbandonata l’idea del megacentro commerciale. La nuova impostazione, con il centro congressi e gli alberghi di fascia alta, è sicuramente più interessante. C’è però un tema di fondo: a seguito dei contenziosi con la proprietà sono rimaste cubature enormi. La proprietà intende legittimamente ottenere un ritorno economico notevole, ma ciò che è vantaggioso dal punto di vista della proprietà non è detto che sia interessante per la città”.

Il punto è quindi cosa sorgerà dentro quelle cubature e soprattutto quale equilibrio verrà trovato tra le diverse funzioni.
“Bisognerebbe garantire una ricchezza di funzioni anche nella nuova destinazione. La quota di residenza prevista, circa 30 mila metri cubi, è abbastanza contenuta e forse sarebbe opportuno provare ad aumentarla. Il rischio, altrimenti, è quello di una zona monofunzionale che poi si svuota quando non ci sono le attività commerciali legate al tempo libero e ai pubblici esercizi”.

Turismo, residenza e servizi nell’area di Corso dei Martiri

Turismo, residenza e servizi: quale dovrebbe essere l’equilibrio?
“Abbiamo davvero bisogno di ulteriori turisti o forse di una maggiore regolamentazione del turismo e della movida notturna? Perché poi iniziano i conflitti con i residenti”.

Si potrebbe anche immaginare una residenza a prezzi calmierati, prendendo una direzione diversa da quella delle grandi città italiane dove la valorizzazione immobiliare ha raggiunto livelli molto più elevati.
“Non dobbiamo necessariamente pensare di fare a Catania quello che si fa a Milano o a Roma. Il mercato immobiliare catanese non è così vivace e non abbiamo bisogno di puntare su una fascia altissima. Si potrebbero immaginare servizi per gli abitanti dei quartieri adiacenti, penso a centri anziani e strutture che, nella prospettiva di una popolazione che invecchia, possano restituire qualcosa alla comunità”.

Molti catanesi sognano per quest’area un grande parco urbano. Considerando però gli interessi economici dei privati, quale compromesso è possibile tra la valorizzazione economica dell’area e la restituzione di verde alla città?
“Dai render si vede un verde interstiziale che sta all’interno degli isolati, una condizione sicuramente interessante, perché avere un verde a contatto con altre funzioni è positivo. Bisognerebbe però capire quanto sarà questo verde: se fosse troppo poco, come pare dalla presentazione, il ritorno per la città sarebbe limitato”.

La soluzione però non è necessariamente trasformare tutta l’area in un parco.
“Un parco urbano, se non è pieno di funzioni, non è un posto utile dentro la città, perché diventa un luogo dove la sicurezza viene a mancare. Un parco urbano funziona quando è pieno di attività e di persone che lo frequentano. L’ideale sarebbe stato che l’Amministrazione comunale acquisisse l’area e potesse programmare direttamente le funzioni. Oggi ci sono spazi di negoziazione, ma è chiaro che nessuna amministrazione vuole impelagarsi in ulteriori contenziosi con la proprietà”.

Corso dei Martiri, il collegamento con centro storico e porto

Un altro obiettivo dichiarato è ricucire il centro storico con la zona della stazione, della Civita e del porto. Questo progetto può riuscirci?
“L’impostazione è abbastanza convincente. L’idea di ripensare degli isolati che richiamino quelli del tessuto distrutto e il grande asse pedonale centrale è una scelta sicuramente condivisibile”.

Anche qui, però, la qualità del disegno urbano dovrà essere accompagnata dalla varietà delle funzioni.
“Un quartiere funziona bene se ha tante funzioni che convivono nello stesso spazio. Se diventa soltanto uno spazio di uffici, attività commerciali e pubblici esercizi, diventa una zona a sé stante che funziona in maniera parziale”.

Riqualificazione Corso dei Martiri, il rischio della speculazione

Qual è allora il rischio maggiore nella fase che si apre adesso?
“Ci vuole molta capacità e molta forza a orientare questi processi, perché altrimenti il rischio è che prendano una direzione esclusivamente speculativa, con pochissimi ritorni per la città”.

Ma c’è un secondo requisito, altrettanto importante: una volta partito, il progetto deve essere portato avanti senza nuove interruzioni.
“Una volta che le operazioni partono, correggerle in corso d’opera diventa molto più difficile”.

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Fonte: QdS.it