Lina Bruno 15 Settembre 2026, 06:54 MESSINA – La lunga strada verso la riqualificazione delle...
MESSINA – La lunga strada verso la riqualificazione delle aree baraccate è avviata, ma per vederla compiuta bisognerà attendere ancora, almeno dieci anni. E sempre che arrivino tutte le risorse necessarie, circa 300 milioni di euro. Che non sarebbe stato un percorso semplice era stato chiaro anche quando fu approvata la Legge speciale nel 2021 che stanziava i primi 100 milioni di euro e che portava l’emergenza “baraccopoli messinese” a essere considerata una questione nazionale.
Baraccopoli di Messina, quasi esauriti i primi 100 milioni
Si proveniva da un passato di inerzia tra risorse perse e altre spese male e con risultati quasi nulli visto che la presenza di persone in baracche, dopo la legge regionale 10/90, non era diminuita per l’incontrollato fenomeno della rioccupazione della baracca sgomberata. Si è tracciato così un bilancio su quanto fatto con quei 100 milioni di euro, di cui ne rimangono circa quattro, e capire come muoversi per avere le altre risorse necessarie. Il sindaco Federico Basile ha fatto le sue mosse con l’atto di indirizzo “Rigenera Messina” per sollecitare nuove risorse, prendendo a riferimento i dati emersi ma il sub commissario Santi Trovato con l’intera Struttura, ha ridimensionato l’iniziativa riportando tutto nell’ambito della legge speciale che dà al governatore Renato Schifani il potere di attuare piani e interventi.
Risanamento delle baraccopoli, la richiesta di nuove risorse
In qualità di commissario straordinario per il Risanamento delle baraccopoli, il presidente ha avviato un interlocuzione con il Governo nazionale per il rifinanziamento degli interventi e la proroga dei poteri speciali, (scadrebbero il 31 dicembre), fino al 2028. A cinque anni dalla la legge Carfagna con lo stanziamento dei primi cento milioni di euro, sono state abbattute oltre 700 baracche e assegnate nuove case a 410 famiglie.
Messina, restano oltre 1.400 famiglie da sistemare
In cassa rimangono solo poco più di tre milioni 400mila euro, con in quali si dovranno completare le demolizioni in alcuni lotti del rione Taormina e all’ex lavatoio; costruire sessanta nuovi alloggi a Fondo Basile e quaranta a Fondo Saccà e ultimare le opere di riqualificazione a Parco Magnolia e Camaro. Rimangono però ancora da sistemare oltre 1.400 famiglie, (prima della legge speciale erano 2.200) e da avviare gli interventi in una cinquantina degli ottanta ambiti compresi nel Risanamento.
Baraccopoli messinesi, annunciati altri 40 milioni di euro
Palazzo d’Orleans ha annunciato l’arrivo di 40 milioni di euro deliberati dopo una riprogrammazione delle risorse del Fondo regionale per lo sviluppo e la coesione, si attende ora l’ok del ministero. Ma per completare il programma di definitivo sradicamento delle baraccopoli messinesi, fra reperimento di nuovi alloggi e opere di demolizione, bonifica, e riqualificazione urbana, la struttura commissariale prevede una spesa complessiva di 346 milioni di euro.
“Messina Rigenera”, il progetto del sindaco Basile
Il sindaco Basile intervenendo sulle sue pagine social, sul tema aveva annunciato “Messina rigenera”. “Il risanamento – ha detto – non può limitarsi a ‘buttare giù le baracche’. Serve decidere che cosa diventeranno quelle aree e come inserirle nella visione della Messina del futuro”. La Giunta ha approvato un atto di indirizzo rivolto ad ArisMe, per avviare un percorso di rigenerazione urbana partecipata. Non si stabiliscono le opere da realizzare ma il metodo per progettarle. E lo si fa con tre pilastri, indicati da Basile: il Comune detta la visione complessiva e coordina la programmazione, ArisMe diventa il fulcro operativo, i cittadini entrano nel processo decisionale attraverso le circoscrizioni, l’Università, le associazioni, gli ordini professionali.
Rigenerazione urbana, il futuro delle aree delle baraccopoli
La rigenerazione, ha detto il sindaco, non sarà calata dall’alto. Ogni area dovrà essere letta per ciò che serve alle comunità che la vivono: parchi, piazze, servizi, mobilità, cultura, sport, verde. Non un modello unico, ma soluzioni su misura. “Messina Rigenera è, in questo senso – aveva scritto Basile – la Messina che verrà. Una città che non si limita a cancellare le tracce del proprio passato, ma utilizza quella trasformazione per creare nuove opportunità e restituire qualità urbana”.
Risanamento Messina, la struttura commissariale frena sul progetto
La Struttura commissariale però frena e richiama a quanto previsto dalla legge speciale che ha attribuito poteri speciali e relativo finanziamento al commissario straordinario del Governo. In particolare dispone che “il commissario straordinario acquisisce le proposte del Comune di Messina con le modalità e nei termini stabiliti dal commissario stesso e il commissario straordinario effettua gli investimenti utili al ricollocamento abitativo delle persone residenti nell’area perimetrata, ivi incluso l’acquisto e il conferimento al patrimonio del Comune di immobili da destinare a unità abitative”.
Il commissario straordinario attende eventuali proposte del Comune da acquisire, “rammentando che è sempre il commissario straordinario a provvedere alla predisposizione di un piano degli interventi da realizzare nei limiti delle risorse disponibili. Doverose premesse – si legge nel comunicato – al fine di dare idoneo indirizzo alla pur meritevole iniziativa del Comune, ma affinché tale proposta non si riduca a ‘mero esercizio didattico’ la struttura commissariale si vede costretta a rinviare qualsiasi decisione all’ottenimento delle risorse necessarie per attuare qualsivoglia intervento”.
