Al via Ultra Ref, dal clubbing di Agatha Forward al coreano Jaha Koo

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Al via Ultra Ref, dal clubbing di Agatha Forward al coreano Jaha Koo

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venerdì 18 settembre 2026 - 16:32
Al via Ultra Ref, dal clubbing di Agatha Forward al coreano Jaha Koo

Redazione 18 Settembre 2026, 18:32 Roma, 18 set. (askanews) – Con Ultra Ref, la quarantunesima...

18 Settembre 2026, 18:32

Roma, 18 set. (askanews) – Con Ultra Ref, la quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival diretta da Fabrizio Grifasi (avviata l’8 settembre e in corso fino al 15 novembre), torna a trasformare La Pelanda del Mattatoio, grazie alla preziosa collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio – Città delle Arti, in un vero e proprio festival nel festival. Ad aprire questo percorso, sabato 19 settembre, sarà Agatha FORWARD, una serata speciale dedicata alla storica esperienza del clubbing romano che ha contribuito a disegnare, tra gli anni Novanta e Duemila, nuovi spazi progettuali e nuove modalità di pensare la notte.

Creata da Andrea Lai e Riccardo Petitti, Agatha ha intrecciato in passato la propria storia con quella di Romaeuropa e torna ora al Mattatoio in una nuova forma, capace di riattivare quella memoria e metterla in dialogo con le pratiche e le comunità musicali del presente. La serata propone live, performance audio-video e dj set, mettendo in relazione esperienze e generazioni differenti: dai live A/V di Studio Cliché e Carmine Iuvone alle selezioni di LOBO, serata-collettivo milanese dedicata alla bass music e alla soundsystem culture, del collettivo romano Reveries, che lavora sulle basse frequenze e sulle forme del clubbing di ricerca, fino a Future Nomadz, progetto nato dall’incontro tra Frenetik, Orang3 e Loose Horses / Gemitaiz, e a Bluemarina, dj siciliana che intreccia elettronica contemporanea, bass music e campioni vocali.

Il programma musicale di Ultra Ref si muove tra musica contemporanea, ricerca sonora e pratiche interdisciplinari. Qui Romaeuropa Festival riunisce alcuni dei nomi più significativi della scena contemporanea e diversi progetti costruiti attorno a ricorrenze e anniversari.

In collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, arrivano al Mattatoio Sabine Scho con Die schoene Magelone (The beautiful Magelone), una rilettura ibrida del ciclo di Brahms che intreccia Lied, poesia, immagini e performance, e Hans Thomalla con l’Ensemble LUX:NM e Nachtmusik (Night Music). Alla celebrazione dei 90 anni di Steve Reich è dedicato l’omaggio di Blow Up Percussion, mentre Tempo Reale porta nel programma la ricerca di Fluxus con Fluxus Tree, insieme all’installazione audiovisiva Giuseppe Chiari | La luce, ispirata alla partitura del 1966 e costruita sul dialogo tra suono, silenzio, luce e buio.

A questa costellazione si affianca una forte presenza della scena internazionale, con il ritorno al Mattatoio della ricerca coreografica di Boris Charmatz, la creazione di Pankaj Tiwari, The harvest of broken promises, e l’arrivo per la prima volta al Romaeuropa Festival di Jaha Koo, regista e compositore sudcoreano, con Haribo Kimchi, progetto in cui musica, video, performer robotici, cibo e memoria culturale diventano strumenti per interrogare le dinamiche dell’assimilazione e dell’identità. Completa questo percorso Bambu, progetto curato da Roberto Castello per Aldes dedicato alle scene contemporanee dell’Africa subsahariana che torna a costruire un ponte tra coreografe e coreografi africani e il contesto italiano con Linda Sarki, Stéphanie Mwamba e Diana Odhiambo.

Accanto alla scena internazionale, Ultra Ref continua a dare spazio alla creazione italiana e alle nuove generazioni, con il debutto in prima nazionale di Can Can di Giovanni Ortoleva e attraverso progetti che mettono in relazione creazione e formazione. È il caso di Heimat – Patria/Straniero, progetto presentato da Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, che coinvolge cinque registi – Thom Luz, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi, Leonardo Manzan ed Ersan Mondtag – chiamati a confrontarsi con il tema dell’identità, della patria e dell’estraneità. Un progetto corale che affida a ciascun artista una diversa chiave di lettura, mettendo in dialogo poetiche e linguaggi differenti con il lavoro di una nuova generazione di attrici e attori dell’Accademia. Cinque spettacoli, un unico tema e un gruppo di giovani interpreti diventano così occasione di confronto tra formazione e creazione contemporanea.

All’interno di questa attenzione alla formazione e alle nuove generazioni trova spazio anche Lazio Danza e Teatro, progetto promosso dalla Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, Servizio civile – e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con importanti realtà nazionali e internazionali tra cui la Fondazione Romaeuropa. Rivolto a giovani tra i 14 e i 35 anni residenti o domiciliati nel Lazio, il progetto si articola offre occasioni di alta formazione, mentoring, confronto e crescita professionale. All’interno del Festival, il 6 ottobre, Lazio Danza e Teatro arriva a Romaeuropa con due momenti dedicati alla danza e al teatro, offrendo al pubblico l’occasione di incontrare e conoscere il lavoro dei giovani talenti coinvolti nel progetto e restituendo così una delle vocazioni centrali di Ultra Ref, quella di creare connessioni concrete tra formazione, territorio e scena contemporanea.

Ultra Ref è anche luogo di incontro, ascolto e discussione. Tornano gli appuntamenti realizzati in collaborazione con Rai Radio 3, dedicati all’incontro tra artiste, artisti e pubblico e curati da Lorenzo Pavolini, occasione per entrare nei processi creativi e nelle poetiche che attraversano il Festival. Tra gli appuntamenti speciali, il 3 novembre L’ora dei predatori di Giuliano da Empoli, in corealizzazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, sarà al centro di una lettura curata da Piero Maccarinelli, con Elisabetta Pozzi e Tullio Solenghi.

Dopo l’opening con Agatha Forward, è Ultra Club, curato da Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti, a prendere il testimone e trasformare, dal 20 al 27 settembre, gli spazi del Mattatoio in un vero e proprio club musicale. Una settimana che attraversa avant-pop, elettronica, cantautorato, performance e nuove culture digitali, costruendo un programma in cui generi e linguaggi differenti si incontrano e si contaminano. Ne sono protagonisti Rare?, Marta del Grandi, 42 Records, Fillas de Cassandra, Davide Ambrogio, Kangding Ray, aya, J. Ludvig III, Emma, Riccardo Giovinetto e Prima Stanza a destra.

Il 26 settembre Ultra Club ospita inoltre Design Talks, una giornata interamente dedicata al Graphic Design e alla cultura visiva, curata da Stefano Cipolla e Studio Mistaker, con il coordinamento di David Aprea. Mentre il 27 settembre sarà la volta del Game Day, novità del programma di questa edizione, che insieme a Re:Humanism amplia ulteriormente il campo di indagine di Ultra Club mettendo in dialogo arti visive e videogame attraverso performance, workshop, talk, showcase e sessioni di gioco. Tra gli ospiti Ayoung Kim, Total Refusal e 2Girls1Comp, insieme all’Accademia Italiana Videogiochi, RUFA Games e a diverse realtà italiane dell’indie game, per una giornata che trasforma il Mattatoio in un vero e proprio playground dedicato all’immaginazione digitale.

La ricerca sui nuovi linguaggi del corpo prosegue con Dancing Days, sezione curata da Francesca Manica, che dall’8 all’11 ottobre porta al Mattatoio una costellazione di artiste e artisti capaci di attraversare la danza contemporanea europea e italiana con linguaggi, formati e pratiche differenti, in dialogo con Aerowaves e la rete MoveOn. Si apre con la greca Chara Kotsali e It’s the end if the amusement phase, una maratona coreografica per tre donne che mette in tensione corpo, memoria, piacere e idea di progresso. Il 9 ottobre Roberta Racis porta in scena Atto bianco, dove danza, voce e canto trasformano l’esperienza del lutto in una riflessione sul corpo come luogo della memoria; Nik Rajšek, con Kink, esplora invece il controllo e il suo continuo slittamento tra dominio, vulnerabilità e desiderio. Chiude la giornata We are who we are di Michael Incarbone e Maxime Gomard, un confronto tra due corpi e due identità che interroga stereotipi, rappresentazione e costruzione dell’immagine di sé.

Il 10 ottobre il programma prosegue con La Lalangue di Giacomo Luci, Coraggio. La sfortuna non esiste di Vidavè Company, fondata da Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali, e Amazzoni di Silvia Gribaudi, tre lavori che utilizzano il corpo come spazio di ricerca, relazione e trasformazione. A chiudere la sezione, l’11 ottobre, è DNAppunti Coreografici, progetto di sostegno alla giovane coreografia italiana Under 35, promosso e sostenuto in collaborazione tra Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Operaestate Festival / CSC Centro per la Scena Contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival e Triennale Milano Teatro. La finale presenta i quattro progetti selezionati per la dodicesima edizione: Exmimi di Alessandro Paschitto, che intreccia parola, corpo, video e memoria; STeReO di gruppocorp3, una ricerca sul corpo sospeso tra giudizio, retaggi e desiderio di mostrarsi; Performing Nostalgia di Giulia Cannas e girare le viti di Noemi Piva, che parte dalla cartografia come dispositivo di potere per costruire nuove mappe fisiche ed emotive. Insieme a loro torna Everybody Has a Fate di Riccardo De Simone, vincitore della precedente edizione.

Dal 13 al 28 ottobre, Ultra Ref presenta la settima edizione di Anni Luce, la sezione del Romaeuropa Festival curata da Maura Teofili e dedicata alla ricerca e al sostegno dei giovani talenti del teatro italiano. Quattro spettacoli e il consueto appuntamento con Powered by REF compongono un programma che attraversa forme e linguaggi diversi, dalla performance al teatro d’indagine, dalla drammaturgia contemporanea alla riscrittura dei classici. Il 13 e 14 ottobre si parte con Baraonda del Gruppo Uror, fondato da Evelina Rosselli e Caterina Rossi, una macchina scenica grottesca e visionaria liberamente ispirata all’Ubu Cocu di Alfred Jarry, dove corpi mascherati e automi mettono in scena i meccanismi del potere. Segue Noir di Usine Baug, collettivo vincitore nel 2025 del Premio Hystrio Iceberg, che trasforma la misteriosa scomparsa di un documentarista in un’indagine teatrale dalle atmosfere true crime, mentre Asterione di Giovanni Onorato e Andrea Veneri conduce il pubblico al buio, tra voce e musica, dentro la solitudine del Minotauro e la condizione dell’alterità.

Il 16 e 17 ottobre torna Powered by REF, realizzato in collaborazione con Carrozzerie | n.o.t., con le residenze in corealizzazione con Twain e Settimo Cielo e il network formato da ATCL / Spazio Rossellini, Teatro Biblioteca Quarticciolo, 369gradi srl e Cranpi. I tre progetti Under 30 selezionati – This is not an airport di Davide Pascarella, È pericoloso leggere i giornali di Annachiara Vispi e Sofia Russotto ed Elegia di un cinghiale ferito di Matteo Di Sommae Violetta Ghersina – condividono uno sguardo sulle zone più fragili e perturbanti della psiche. Tre studi che, attraverso scrittura, video, performance e musica, mostrano la varietà delle ricerche della nuova scena teatrale italiana. Chiude il percorso, il 20 e 21 ottobre, Progetto Orlando, una rilettura dell’Orlando furioso di Ariosto nata dall’incontro di 23 artisti tra registi, attori, drammaturghi, compositori, videomaker e tecnici.

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Fonte: QdS.it