Non si placano le polemiche dopo la seduta del Consiglio comunale di Trapani del 16 settembre, durante la quale si è discusso anche delle procedure legate ai procedimenti di decadenza di alcuni consiglieri. A intervenire è il consigliere comunale Tore Fileccia, che affida a una lunga nota le proprie valutazioni politiche e istituzionali sull’esito della seduta, annunciando inoltre di avere già chiesto il differimento della prossima riunione consiliare prevista per il 21 settembre. Fileccia parla di una “profonda amarezza” per quanto accaduto in aula, sostenendo che la seduta avrebbe evidenziato una distanza tra “la politica dei proclami e quella dei fatti”. Nel mirino del consigliere finisce una parte dell’opposizione cittadina e, in particolare, il gruppo Amo Trapani.
L’affondo contro Amo Trapani e Guaiana
Secondo Fileccia, quella che viene presentata come opposizione al governo cittadino sarebbe, in alcuni casi, soltanto formale. Il consigliere cita esplicitamente Giuseppe Guaiana, storico esponente di Amo Trapani. “Per anni abbiamo ascoltato Giuseppe Guaiana presentarsi come oppositore. Oggi, invece, assistiamo a interlocuzioni e accordi che, nei fatti, finiscono per garantire una sponda ai consiglieri della maggioranza interessati dai procedimenti di decadenza”, afferma. Parole dure che si accompagnano a una riflessione politica più ampia sull’esperienza di Amo Trapani, che secondo Fileccia non sarebbe riuscita, nonostante il consenso ottenuto negli anni, a trasformare il proprio peso elettorale in un progetto politico pienamente compiuto.
Dubbi sulle modalità di voto
Una parte consistente dell’intervento riguarda però le procedure seguite durante la seduta del 16 settembre. Fileccia sostiene che il dibattito abbia riguardato anche le modalità di votazione e ritiene necessario fare piena chiarezza su quanto avvenuto. Il consigliere osserva che il voto segreto era stato richiesto e sostenuto come strumento di garanzia, ma che successivamente la gestione della votazione sarebbe apparsa, nei fatti, svolta in forma palese e accompagnata da indicazioni procedurali specifiche. Per questo motivo chiede una verifica sulla piena conformità delle procedure adottate rispetto al regolamento del Consiglio comunale e alle prerogative dell’aula.
“Serve serenità istituzionale”
Nella nota, Fileccia richiama anche una frase pronunciata durante la seduta dal segretario comunale: “Ho più nemici qua che là”. Pur senza entrare nel merito delle motivazioni personali della dichiarazione, il consigliere sottolinea come l’aula consiliare debba essere un luogo caratterizzato da serenità istituzionale, rispetto reciproco e imparzialità delle procedure. Lo stesso Fileccia denuncia inoltre di essere stato oggetto di attacchi e aggressioni verbali durante il dibattito. “Lo scontro politico è fisiologico e persino necessario, ma il confronto può essere duro senza diventare offensivo”, afferma, aggiungendo che quando il dibattito si sposta sul piano personale si finisce per abbassare il livello del confronto istituzionale.
Chiesto il rinvio della seduta del 21 settembre
Il consigliere annuncia di avere già presentato una richiesta di differimento della seduta del 21 settembre 2026. L’obiettivo, spiega, è consentire tutti gli approfondimenti necessari sulle modalità con cui si è svolta la precedente votazione e permettere alla Presidenza del Consiglio di verificare la regolarità della procedura adottata. “Non chiedo scorciatoie. Chiedo chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole”, scrive Fileccia, sostenendo che quando si discute della permanenza in carica di un consigliere comunale non possano esserci “zone grigie” o interpretazioni controverse. Il consigliere ribadisce infine la propria convinzione sulla decadenza dei consiglieri interessati dai procedimenti e accusa quelli che definisce “una stampella politica dell’amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida” di contribuire al mantenimento degli equilibri della maggioranza. “La mia posizione è chiara. La mia faccia è scoperta. Il mio voto è pubblico”, conclude Fileccia, assicurando che continuerà la propria battaglia politica “dentro e fuori dall’aula, nel rispetto delle istituzioni ma senza arretrare di un millimetro”.