Egregio direttore, dopo il caso della bambina di Palermo morta per difterite e non vaccinata e di tanti altri con cui era venuta a contatto, risultati positivi, ma per fortuna senza o con scarsi disturbi, proprio perché vaccinati ma forse non con tutte le dosi previste, c’è da farsi alcune domande. Perché in Sicilia ci si vaccina così poco rispetto alla media nazionale? Al 31 dicembre 2024, fra i bambini siciliani nati nel 2022, il ciclo di base completo contro poliomielite, difterite, tetano e pertosse risultava eseguito entro i 24 mesi soltanto nell’85,13% dei casi, contro circa il 94,46% della media italiana, 10 punti percentuali in meno, troppi: il valore più basso del Paese. Per la prima dose contro il morbillo la Sicilia si fermava all’87,98%, ancora ultima, contro il 94,77% nazionale. E a cinque-sei anni le coperture dei richiami e delle seconde dosi non superavano il 68%, mentre la media italiana era superiore all’84%, 16 punti in meno, ancora peggio. Non può essere solo un fatto culturale. Quando è dovuto al nostro sistema sanitario che non funziona come dovrebbe funzionare? Quale genitore farebbe rischiare la vita al proprio figlio, se l’obbligo non venisse percepito a volte come un fatto burocratico e non un fatto di vita, contro il rischio di morte, come nel caso della bambina di Palermo? Queste malattie non andrebbero curate ma solo prevenute con la vaccinazione. In questi giorni c’è stata una corsa delle mamme a vaccinare i propri figli e una mobilitazione dell’assessorato regionale alla sanità e dell’Asp interessata. Viene spontaneo chiedersi visto lo scarso numero di vaccinati, perché la regione tramite le Asp non sia intervenuta prima a convincere i genitori a vaccinare i propri figli, facendo rete con i pediatri, con i servizi sociali dei comuni, con le scuole, perché intervenire sempre dopo? Un’altra domanda spontanea, quanti bambini nella nostra città non vaccinati o vaccinati parzialmente, ci sono? Quanto è la percentuale dei vaccinati a Marsala rispetto alla media nazionale ed è una vaccinazione omogenea o ci sono quartieri, contrade con sacche di non vaccinati? Sarebbe opportuno saperlo. Cosa sta facendo l’Asp di Trapani per convincere i genitori a vaccinare i propri figli o a completare il ciclo di vaccinazione? Con l’inizio dell’anno scolastico visto l’obbligatorietà e il divieto di frequentare la scuola dell’infanzia, 0-6 anni, tanti saranno controllati, ma tanti altri NO. Chi per scelta o per impossibilità dei genitori non frequenta l’asilo , chi controlla lo stato di vaccinazione di questi bambini? E alla scuola elementare e media, cosa succede visto che rimane l’obbligo ma non quello di non far frequentare la scuola se non si è vaccinati? L’Asp di Trapani sta facendo qualcosa? Le scuole controllano tutti e segnalano chi non è in regola con tutti i richiami? Sarebbe opportuno saperlo. Molte famiglie sono in allarme e chiedono di essere rassicurate, con dati di fatto e non con parole. Come è successo a Palermo potrebbe succedere anche da noi, speriamo di no. Ma in questi casi non si può vivere di speranza. Invito tutti i genitori a vaccinare i propri figli e a completare i vari richiami. La vita è impagabile e quella dei bambini ancor di più e non possono rischiare di perderla per le idee non consone dei genitori o perché non conoscono i benefici e invito anche le istituzioni: Asp, scuole, comune, a fare la loro parte.
Dott. Alberto Di Girolamo