E’ indagato per false dichiarazioni ai pubblici ministeri uno dei quattro custodi del Museo Accascina di Messina, dove nella notte di ferragosto sono state rubate alcune opere di Antonello da Messina. Si tratta delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio del 1473; una preziosa tavoletta bifronte 16×12 cm con ‘Madonna col Bambino e Francescano in adorazione’ da un lato e ‘Ecce Homo’ dall’altro, prelevata da una teca blindata.
La decisione della procura guidata da Antonio D’Amato arriva in seguito all’interrogatorio reso dall’uomo nei giorni scorsi. In particolare, i magistrati contestano la mancata tempestiva allerta e la disattivazione dell’allarme scambiato per falso allarme. In questi giorni sono stati ascoltati altri tre addetti al servizio di custodia, ma – come detto in precedenza – al momento solo uno risulta indagato. Tuttavia, tutti i quattro custodi sono stati messi in ferie fin quando non si avrà una quadro più chiaro della situazione. Nella giornata di ieri il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali, Mario La Rocca, ha effettuato un sopralluogo per constatare il corretto funzionamento del sistema di allarme.
Conosciuto anche come MuMe, il Museo Regionale Accascina di Messina è il più grande del Sud Italia per superficie complessiva. La struttura si sviluppa su un’area totale di circa 17000 mq (tra spazi espositivi interni ed esterni), superando per estensione anche il Museo di Capodimonte a Napoli, che si estende per circa 15000 mq.