Trapani e il dopo Tranchida

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Trapani e il dopo Tranchida

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venerdì 07 Agosto 2026 - 07:00

A Trapani, negli ultimi mesi, è successo qualcosa che va oltre la semplice crisi di una maggioranza. Si è rotto un equilibrio politico. E quando gli equilibri ‘politichesi’ si sfaldano, spesso non basta più ricomporre i numeri: bisogna capire se esiste ancora un progetto comune. La vicenda che ha contrapposto il sindaco Giacomo Tranchida a Valerio Antonini, presidente della Trapani Shark, ha rappresentato, possiamo dire, uno spartiacque. Uno scontro nato attorno allo sport e ai rapporti con la città che, progressivamente, ha assunto un peso politico sempre maggiore, finendo per coinvolgere alleati, consiglieri e pezzi della stessa amministrazione. Poi è arrivato l’addio di Lele Barbara, una delle prime crepe evidenti dentro il sistema politico che sosteneva Tranchida. Da lì in avanti, il quadro si è fatto sempre più instabile. Consiglieri che hanno lasciato la maggioranza, passaggi all’opposizione, tensioni interne e polemiche hanno trasformato il Consiglio comunale in un campo di battaglia permanente.

Il dato più significativo, però, è che oggi lo scontro non è più soltanto tra ‘fazioni’. La vera frattura attraversa la stessa maggioranza. È questo che rende la situazione particolarmente delicata: non basta più contare i consiglieri che stanno con il sindaco, bisogna capire quanti siano realmente disposti a sostenerne le scelte. In questo clima è entrata anche la prospettiva di una mozione di sfiducia. Se arriverà in Aula, sarà il passaggio decisivo di una crisi che dura ormai da mesi. Ma anche in questo caso credo che la questione non possa essere ridotta a un semplice pallottoliere. Tranchida ha comunque davanti il compito difficile di ricostruire in maniera credibile quello che rimane di due sindacature. Di contro chi sostiene la sfiducia al primo cittadino dovrebbe spiegare ai trapanesi quale alternativa intende costruire. Perché questo è il punto. Mentre la politica si divide, Trapani ha bisogno di parlare di porto, turismo, servizi, mobilità, sviluppo. Ha bisogno di una classe dirigente capace di confrontarsi senza trasformare ogni divergenza in una guerra.

E intanto, inevitabilmente, cominciano a circolare i primi nomi per il dopo Tranchida. Si parla dell’ex prefetto Valerio Valenti, mentre sta tornando a dire la sua anche Mimmo Fazio dopo la recente prescrizione. È il segnale che una parte della politica sta già guardando oltre l’attuale amministrazione. Forse Tranchida riuscirà a superare anche questa fase. Ma una cosa, a mio avviso, è già certa: la Trapani politica uscita dalle precedenti urne non esiste più. Il vero ‘duello’, adesso, non sarà soltanto decidere chi vincerà la prossima partita. Sarà capire chi avrà la capacità di raccogliere i pezzi e proporre alla città un’idea nuova di futuro.

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