Si chiude con la prescrizione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio nell’ambito del processo Mare Monstrum. La Corte d’Appello di Palermo, chiamata a pronunciarsi sul caso, ha dichiarato prescritto il reato contestato all’ex primo cittadino, che in primo grado era stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per corruzione, riformando la sentenza del Tribunale di Trapani del 27 ottobre 2023, accogliendo in parte l’impugnazione proposta dalla difesa dell’ex primo cittadino. La decisione mette così un punto a una lunga vicenda giudiziaria che, negli anni, ha avuto importanti ripercussioni anche sul piano politico e amministrativo della città di Trapani.
La Corte ha inoltre revocato la condanna al pagamento di 201.700 euro in favore della Regione Siciliana, eliminando anche la confisca per equivalente sui beni nella disponibilità dell’imputato per il valore corrispondente alla somma non reperita. Resta invece confermata la confisca diretta dei beni eventualmente riconducibili ai fatti contestati. Per il resto, la sentenza di primo grado è stata confermata. Fazio è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali sostenute nel grado d’appello dalla Presidenza della Regione Siciliana, liquidate in 2.500 euro, oltre accessori di legge. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, come stabilito dalla Corte.
Al di là dell’esito giudiziario, la decisione della Corte d’Appello è destinata ad avere inevitabili riflessi sulla politica trapanese. Il processo Mare Monstrum aveva segnato profondamente il percorso pubblico di Mimmo Fazio, figura di primo piano della politica cittadina, già sindaco di Trapani, presidente della Provincia ed ex deputato regionale. Da tempo negli ambienti politici circolano indiscrezioni su un suo possibile ritorno sulla scena amministrativa. L’esito del giudizio d’appello potrebbe ora rafforzare questa ipotesi. Secondo diverse fonti vicine al centrodestra, Fazio starebbe valutando una candidatura a sindaco alle prossime elezioni comunali, con una coalizione civica o anche al di fuori degli schemi tradizionali dei partiti. Sarà tuttavia necessario attendere il deposito delle motivazioni della sentenza per comprendere nel dettaglio le valutazioni della Corte e le eventuali conseguenze, sia sul piano giudiziario sia su quello politico.