Etna, Ombra: “A Birgi gestita emergenza senza precedenti. Ora guardiamo alla crescita”

Claudia Marchetti

Etna, Ombra: “A Birgi gestita emergenza senza precedenti. Ora guardiamo alla crescita”

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mercoledì 08 Luglio 2026 - 07:23

L’intensa attività dell’Etna continua a mettere sotto pressione il sistema aeroportuale siciliano. La pioggia di cenere vulcanica ha costretto più volte alla chiusura dell’aeroporto di Catania, con numerosi voli dirottati sugli scali di Palermo e Trapani. Proprio l’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi si è trovato a gestire un’emergenza improvvisa: oltre mille passeggeri sono rimasti bloccati dopo l’arrivo di sette voli deviati d’urgenza. Per molti è stata una notte trascorsa in aeroporto, tra attese, informazioni frammentarie e disagi, nonostante l’attivazione dei transfer – su strada per quanto riguarda il collegamento con Birgi – annunciata dalla Regione Siciliana. Lo scalo trapanese ha cercato di fronteggiare la situazione con i mezzi a disposizione, distribuendo anche coperte termiche ai viaggiatori in attesa di raggiungere la propria destinazione. Di quanto accaduto, delle criticità emerse e della gestione dell’emergenza, ci ha fatto un quadro il presidente di Airgest Salvatore Ombra.

Presidente Ombra, come avete fatto fronte all’emergenza nelle scorse ore?

Con difficoltà. L’emergenza sembra rientrare con lentezza. C’è stato un via vai di aerei dirottati da Catania, 7 domenica ed altri 10 il lunedì. Nei giorni scorsi siamo stati avvisati con poco preavviso e quindi ci sono state difficoltà a reperire gli autobus per smaltire i 1.300 passeggeri dirottati. La Regione siciliana ci ha supportati mettendo a disposizione pullman AST anche se all’una di notte di domenica trovare autisti non è stato facile; i restanti bus sono stati messi a disposizione da lunedì dalle ore 6. C’è stato un impegno di forze dell’ordine e di Protezione Civile per contenere i disagi per i passeggeri che hanno dormito in aeroporto. Ogni compagnia aerea inoltre ha messo a disposizione 4 bus, noi ne abbiamo reperiti altri due alle 2 di notte.

Birgi è abituata ad affrontare le emergenze, lo ha fatto in passato. Questo può essere uno stimolo a fare bene e meglio?

Siamo stati bravissimi. Il personale dell’aeroporto ha lavorato h24. Devo dire grazie a tutto il personale. La nostra competenza sta nel rendere più fluido il percorso all’interno dello scalo. Facciamo il meglio per garantire i nostri servizi, abbiamo mantenuto i bar aperti tutta la notte con 5 unità ed aumentato un presidio per rendere i bagni più decorosi. La Protezione Civile ha distribuito coperte termiche. Certo, non è un bello spettacolo vedere la gente che dorme per terra, ma in caso di emergenze, questo succede in tutti gli aeroporti del mondo. Noi cerchiamo di garantire un comfort accettabile. Ma è naturale che se in 15 minuti arrivano 7 aerei, la difficoltà è lampante.

In questo momento siete incoraggiati dagli ottimi numeri dei passeggeri che scelgono il “Vincenzo Florio”. L’estate cosa promette?

Viaggiamo con un ritmo del +30% di passeggeri a giugno; siamo oltre i 700mila passeggeri e dovremmo arrivare a un milione e 300mila, numeri che ci permetteranno di confermare le rotte nei prossimi mesi. Speriamo che cresca la rotta Trapani-Roma operata da Ita Airways, che non sta riscontrando ancora flussi elevati. C’è anche HelloFly che vola da e per Lampedusa e sta lavorando bene. Però una compagnia aerea per mantenere una rotta deve sedimentarla, studiarla per un lungo periodo per poi mantenerla con più del 70% del flusso passeggeri. Dal canto nostro stiamo valutando tutto questo per la Summer 2027 con la previsione dell’arrivo di ulteriori 3 compagnie aeree per far crescere Birgi.

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