In vista delle Amministrative 2026, il Movimento per l’Uguaglianza della Sicilia rompe gli indugi e lancia un appello pubblico per chiedere all’avvocato Vincenzo Forti di scendere in campo per Marsala. A farsi portavoce della posizione del movimento è l’ex assessore Salvatore Rubbino, che traccia un quadro fortemente critico dell’attuale scenario politico, definendolo “desolante e vuoto”. “Le amministrative del 2026 – afferma Rubbino – offrono un’immagine desolante del panorama umano e politico, fatto, salvo rare eccezioni, di arrivisti che vedono la politica come un’occasione personale, quasi fosse un bando per ottenere un posto pubblico”. Secondo Rubbino, il malessere che attraversa il mondo politico locale sarebbe il riflesso di una crisi più ampia: “La fame sociale e morale in cui la politica nazionale ha trascinato la popolazione ha aggravato ulteriormente la situazione, allontanando i cittadini dalla partecipazione e dalla fiducia nelle istituzioni”. L’ex assessore spiega che il Direttivo del movimento aveva già maturato l’idea di ritirarsi dalla competizione elettorale, proprio a causa della “mancanza di capitale umano” ritenuto adeguato ad affrontare una sfida politica autentica. Poi, però, sarebbe emerso un nome capace di riaccendere il dibattito interno: quello di Vincenzo Forti.
“Quando avevamo ormai deciso di fare un passo indietro definitivo, è emersa una figura che tutti conoscono e che, a nostro avviso, rappresenta il vero cambiamento“, dichiara Rubbino. Il giudizio del movimento sull’avvocato Forti è netto e fortemente identitario. “Per noi – aggiunge – Vincenzo Forti incarna l’antipolitica per definizione, l’antisistema per dogma e l’antimassoneria per genetica. È una figura che non ha mai avuto paura di esporsi, di denunciare, di affrontare conseguenze personali anche pesanti pur di restare coerente con le proprie idee”. Rubbino richiama anche le battaglie condotte dall’avvocato marsalese negli ultimi anni, sottolineando come, a suo dire, si sia sempre contraddistinto per una linea di forte rottura rispetto al sistema dominante. “Ha sempre mostrato di accettare, senza paura, le conseguenze di una guerra che lui ritiene giusta contro la corruzione e il malaffare. Ed è proprio questo che, secondo noi, lo rende una figura diversa da tutte le altre”. Da qui l’idea che proprio chi non ambisce al potere possa, paradossalmente, rappresentare la guida più credibile. “Nella storia degli uomini, i più adatti a guidare sono spesso quelli che non vogliono guidare nessuno – sostiene Rubbino –. Il vero leader non è né leader né follower: è chi si limita a dare l’esempio, imponendo prima di tutto a se stesso ciò che ritiene giusto per gli altri”.
L’ex assessore evidenzia inoltre una convinzione che, a suo dire, Forti avrebbe più volte espresso pubblicamente: “Chi ricopre funzioni pubbliche dovrebbe farlo gratuitamente, perché servire la collettività è il massimo onore che un cittadino possa ricevere“. Il nodo, però, resta politico. Secondo il movimento, Forti avrebbe sempre mantenuto una posizione di forte distanza dalla partecipazione elettorale tradizionale, arrivando anche a sostenere pubblicamente l’idea del rifiuto del sistema attraverso la diserzione dal voto. “La candidatura gli è stata proposta più volte, ma abbiamo sempre ricevuto un rifiuto garbato e fermo – spiega Rubbino –. Per questo il nostro appello non è rivolto direttamente a lui, ma alla popolazione stanca, nauseata, delusa da una politica che sembra non cambiare mai nulla”. Da qui l’invito lanciato ai cittadini: “Aiutateci a convincerlo. Aiutateci a fargli vedere che il cambiamento del sistema può avvenire anche combattendolo dall’interno. Se davvero vogliamo una svolta, dobbiamo iniziare tutti a ragionare in modo diverso”. Infine, l’avvertimento politico del Movimento per l’Uguaglianza della Sicilia: “Se questo tentativo non dovesse andare in porto, per noi l’alternativa sarà il ritiro dalla competizione elettorale. Ma per i cittadini – conclude Rubbino – il rischio è quello di ritrovarsi ancora una volta davanti alla certezza che non cambierà mai nulla”. Il nome su cui il movimento punta, dunque, è chiaro: Vincenzo Forti. E l’auspicio finale è che l’appello pubblico possa «toccare le corde emotive» tanto dei cittadini quanto dello stesso avvocato.