In Sicilia la raccolta differenziata resta quasi ferma, mentre la Tari continua ad aumentare. A metterlo nero su bianco è il Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia, che evidenzia come nell’Isola i progressi sul fronte ambientale siano ormai rallentati. La percentuale regionale della differenziata si attesta al 55,51%, con un incremento minimo rispetto all’anno precedente. In alcune aree, come la provincia di Catania, il dato è addirittura in calo. Tra le situazioni più critiche c’è Palermo, dove la raccolta differenziata si ferma al 17,34%, ben distante dalla media nazionale del 66,6%. Solo Trapani e Ragusa riescono a superare il dato italiano, mentre altre province si avvicinano senza però raggiungerlo.
Nel frattempo cresce il peso della tassa sui rifiuti. Secondo Federconsumatori, a Catania una famiglia tipo spende oltre 600 euro l’anno di Tari, con importi molto superiori alla media nazionale. Anche chi vive da solo si trova a sostenere costi elevati. L’unica eccezione è Siracusa, dove si registra un lieve calo della tariffa. Federconsumatori sottolinea inoltre che la Sicilia rischia di non raggiungere gli obiettivi europei su riciclo e riutilizzo dei materiali. Secondo il presidente regionale Alfio La Rosa, dopo i miglioramenti degli anni passati il sistema si sarebbe fermato, mentre continua il dibattito sul ritorno agli inceneritori.